Smartphone & Prezzi

iPhone 18 Pro potrebbe costare 1.399 dollari per via del caro-memoria

L'aumento non dipende da nuove funzioni ma dal rincaro strutturale di chip e storage, spinto dalla domanda dell'intelligenza artificiale. E l'Europa aggiunge ulteriori pressioni

Quando si parla di smartphone che costano sempre di più, di solito la spiegazione è semplice: nuove fotocamere, schermi migliori, design rinnovato. Questa volta, però, la storia è diversa. iPhone 18 Pro potrebbe arrivare a listino a 1.399 dollari, secondo un'analisi riportata dal Wall Street Journal, e la ragione principale non è un salto tecnologico visibile. È il costo dei componenti interni, in particolare della memoria.

I numeri che spiegano il rincaro

I dati circolati nelle analisi di settore sono piuttosto netti. Un modulo di memoria LPDDR da 12 gigabyte, che su iPhone 17 Pro sarebbe costato circa 39 dollari, salirebbe a 145 dollari su iPhone 18 Pro. Lo spazio di archiviazione da 256 gigabyte passerebbe da 13 a 51 dollari. In sostanza, solo questi due componenti — memoria ram e storage — potrebbero aggiungere oltre 130 dollari al costo di produzione di un singolo dispositivo.

Per capire perché questo accade, bisogna guardare oltre il mercato degli smartphone. Nel 2026 la competizione per memoria e chip di archiviazione è sempre più condizionata dagli investimenti nelle infrastrutture per l'intelligenza artificiale: data center, server dedicati all'AI e grandi piattaforme cloud assorbono enormi quantità degli stessi componenti che finiscono negli smartphone. Chi costruisce questi impianti può permettersi di pagare di più e in volumi enormi, quindi i produttori di chip tendono a privilegiare quei clienti. Lo smartphone premium, che fino a pochi anni fa era al centro dell'economia dei semiconduttori, si ritrova oggi a competere per la stessa materia prima con soggetti molto più grandi.

I chip che alimentano l'intelligenza artificiale stanno facendo salire il prezzo del tuo prossimo smartphone

Apple prepara il terreno

Tim Cook ha collegato pubblicamente l'inevitabilità dei rincari al caro-memorie, dichiarando che l'azienda sta cercando di mitigare aumenti diventati insostenibili. Non è frequente che Apple prepari così esplicitamente il mercato su un aumento di prezzo: di solito i nuovi listini arrivano senza preavviso. Quando il CEO di una delle aziende più profittevoli al mondo dice che i costi sono «insostenibili», sta anche costruendo il contesto narrativo che renderà più accettabile una soglia psicologicamente alta come 1.399 dollari.

Per l'utente finale, però, resta una domanda concreta: cosa si compra in più, pagando di più? Più memoria ram migliora il multitasking e la stabilità nelle operazioni pesanti; più spazio di archiviazione riduce le frizioni quotidiane, come la gestione di foto in alta risoluzione o i contenuti scaricati per la visione offline. Sono benefici reali, ma non immediati: emergono nel tempo e dipendono molto da come si usa il telefono. A differenza di una fotocamera migliore o di uno schermo più luminoso, sono vantaggi difficili da «raccontare» in una campagna di lancio, il che rende l'aumento meno giustificabile agli occhi di chi acquista.

Un trend che riguarda tutto il settore

Apple non è sola. Il Galaxy S26 Ultra di Samsung è già posizionato negli Stati Uniti a partire da 1.299,99 dollari per la versione da 256 gigabyte, e arriva a 1.499,99 dollari per quella da 512 gigabyte. Il confronto diretto tra modelli diversi ha i suoi limiti — i mercati e le tassazioni variano — ma il punto è un altro: prezzi che fino a pochi cicli di aggiornamento fa sembravano estremi stanno diventando la norma del segmento premium.

Questo cambia le aspettative di chi compra. Se spendere tra 1.300 e 1.500 dollari diventa lo standard per uno smartphone di fascia alta, cresce naturalmente la tendenza a tenerlo più a lungo, ad avvicinarlo mentalmente a un laptop piuttosto che a un dispositivo da sostituire ogni anno o due. Una conseguenza indiretta è la crescita del mercato dell'usato e del ricondizionato: quando il nuovo sale di prezzo, più persone cercano alternative di seconda mano. Ma anche quel mercato risente degli stessi rincari, perché la riparazione e il ricondizionamento competono per gli stessi componenti.

Uno smartphone da 1.400 dollari si compra come un laptop e si tiene per anni

L'impatto in Europa e in Italia

In Europa, dati e analisi del 2025-2026 mostrano una competizione molto serrata tra Apple e Samsung, con quote di mercato che in alcune rilevazioni si avvicinano al 30% ciascuno nel primo trimestre 2026. Un duopolio che supera abbondantemente la metà del mercato continentale significa che un aumento di prezzo su iPhone Pro non riguarda una nicchia di appassionati: influenza direttamente la percezione di quanto «costi» uno smartphone di qualità per milioni di persone.

In Italia, per avere un riferimento concreto, basta guardare al ciclo precedente: iPhone 16 Pro è partito da 1.239 euro. Tradurre 1.399 dollari in un listino europeo — con le imposte locali e gli arrotondamenti abituali — significa quasi certamente un ulteriore scatto verso l'alto. Non è un dettaglio: nella fascia Pro, già oggi molti acquisti vengono sostenuti da rate o permute, e alzare ulteriormente la soglia d'ingresso può cambiare le abitudini di acquisto in modo strutturale.

La regolazione europea aggiunge pressione

C'è poi una variabile specifica per il mercato europeo, che va al di là dei prezzi. Nel 2026 il DMA — la legge europea sui mercati digitali — continua a spingere Apple verso una maggiore apertura del proprio ecosistema. La Commissione europea ha avviato dal 19 settembre 2024 procedimenti formali su Apple legati all'interoperabilità di iOS, cioè alla capacità di far comunicare iPhone con dispositivi e servizi di altri produttori. In Italia, l'AGCM ha annunciato un'indagine su Apple nell'ambito dello stesso regolamento, con focus sull'interoperabilità tra iOS e i servizi cloud alternativi a iCloud.

Qual è il legame con il prezzo di iPhone 18 Pro? Non è diretto, ma è reale. Adeguarsi alle norme europee richiede investimenti ingegneristici e legali significativi. Se nello stesso periodo salgono anche i costi dei componenti, Apple si trova a gestire più pressioni contemporaneamente. Per un'azienda che vende l'iPhone non come dispositivo isolato ma come porta d'accesso a un ecosistema di servizi, la difesa dei margini tramite il prezzo diventa una leva più tentante. Il consumatore europeo, in questo contesto, paga potenzialmente sia il rincaro della filiera sia i costi di adeguamento normativo.

Cosa conviene fare, concretamente

La domanda che molti si pongono — aspettare o comprare subito — non ha una risposta universale, ma il quadro suggerisce alcune tendenze già visibili nelle community online. Chi usa il telefono soprattutto per fotografia e prestazioni elevate tende ad aspettare che i prezzi si stabilizzino dopo il lancio, quando le promozioni diventano reali. Chi è più sensibile al costo guarda ai modelli precedenti o alle configurazioni con meno memoria, soprattutto se l'aumento colpisce in modo uniforme tutta la gamma.

La vera trasformazione, però, è culturale prima che commerciale. Lo smartphone premium sta smettendo di essere un acquisto relativamente frequente per diventare qualcosa di più simile a un elettrodomestico costoso: si compra con meno frequenza, si valuta con più attenzione, si tiene più a lungo. Se iPhone 18 Pro arriverà davvero a 1.399 dollari, non sarà solo un nuovo record di prezzo: sarà un segnale che le regole del mercato degli smartphone di fascia alta sono cambiate in modo probabilmente permanente.