Sony punta sul colore reale per battere OLED e Mini LED nei salotti
Con i nuovi BRAVIA 9 II e BRAVIA 7 II, Sony introduce una retroilluminazione a tre colori separati per mantenere immagini più vivide anche in ambienti luminosi
Solo il 13% di chi guarda la televisione lo fa in una stanza completamente buia. Tutto il resto avviene con le lampade accese, la luce del pomeriggio che filtra dalle finestre, i riflessi sul pannello. Sony ha usato questa statistica come punto di partenza per giustificare una scelta tecnologica precisa: costruire i nuovi televisori BRAVIA 9 II e BRAVIA 7 II attorno a un obiettivo concreto, non da laboratorio. L'obiettivo è che i colori restino convincenti e stabili quando l'HDR spinge la luminosità al massimo, senza perdere contrasto percepito nel contesto in cui la maggior parte delle persone guarda davvero la TV.
Una retroilluminazione che cambia la fonte del colore
Per capire cosa cambia con True RGB bisogna partire da come funziona un televisore LCD tradizionale, anche quello con tecnologia Mini LED. In questi schermi, la retroilluminazione è tipicamente composta da LED bianchi (o blu con uno strato di conversione) che producono una luce uniforme. Il colore vero e proprio viene poi ottenuto attraverso i filtri del pannello LCD, che sottraggono le componenti indesiderate. È un processo che funziona, ma comporta perdite: parte della luminosità e della purezza cromatica si disperde lungo la strada.
True RGB sposta il lavoro più a monte. La retroilluminazione usa diodi rossi, verdi e blu controllati in modo indipendente, così il colore viene generato direttamente alla fonte, prima ancora che la luce attraversi il pannello. Il risultato teorico è che i filtri devono lavorare meno per mantenere la saturazione quando l'HDR richiede molta luminanza, cioè quando l'immagine deve essere molto brillante.
Il "volume colore" che nessuno spiega mai
Sony insiste su una metrica che raramente compare nelle campagne marketing dei televisori: il volume colore. Non si tratta solo di quanti colori uno schermo possa teoricamente riprodurre (il cosiddetto gamut), ma di quanto quei colori rimangano saturi e puri man mano che la luminosità aumenta. È il motivo per cui su certi televisori molto luminosi un rosso intenso può apparire "lavato" proprio nelle scene più brillanti: la saturazione cala quando la luminanza sale.
Sony dichiara che True RGB raggiunge un volume colore doppio rispetto al precedente BRAVIA 9 Mini LED e fino a quattro volte superiore rispetto al BRAVIA 8 OLED. È un'affermazione ambiziosa, e proprio per questo sarà il primo dato che i recensori indipendenti metteranno alla prova. La promessa non riguarda i momenti da demo — quei clip con fuochi d'artificio o paesaggi tropicali usati nelle fiere — ma i contenuti più comuni: una partita di calcio in HDR, una serie vista nel pomeriggio, un programma con studio molto illuminato.
Il vero banco di prova non è la demo in fiera ma la partita di calcio vista il sabato pomeriggio
Il contesto competitivo spiega la tempistica
Il 2026 è l'anno in cui i televisori flagship (fascia alta) Mini LED di vari marchi continuano ad alzare l'asticella su zone di LD e luminanza dichiarata. Nel frattempo, l'OLED — tecnologia in cui ogni pixel produce la propria luce e può spegnersi completamente — resta il punto di riferimento per i neri profondi e l'assenza di aloni. Ma una parte del pubblico lo percepisce come meno adatto ad ambienti molto luminosi, e qualcuno nutre ancora dubbi sulla longevità in caso di utilizzo intensivo.
True RGB prova a inserirsi esattamente in questo spazio: offrire l'impatto visivo dell'HDR in un salotto normale, con una promessa di controllo cromatico più fine, senza costringere il consumatore a scegliere tra nero perfetto e luminosità. Il posizionamento di Sony è chiaro: non è un prodotto per chi guarda film in una stanza oscurata, ma per chi vuole il meglio nelle condizioni in cui vive davvero.
Dalle dimensioni giganti ai 50 pollici
Il BRAVIA 9 II è il modello di punta, disponibile fino a 115 pollici — una dimensione che racconta quanto l'idea di cinema in salotto sia ormai un posizionamento commerciale vero, non solo un'aspirazione da appassionati. Il BRAVIA 7 II si rivolge a una fascia più ampia e, dato interessante, è disponibile anche in 50 pollici: una diagonale dove l'OLED ha storicamente avuto molto spazio come scelta premium per uso domestico. Sony non sta usando True RGB solo per i maxi-schermi, dove l'LCD ha ancora vantaggi di costo rispetto all'OLED: sta portando la sfida anche sulle dimensioni dove il confronto diretto con i migliori OLED diventa immediato.
Meno riflessi, più contrasto percepito
Accanto alla retroilluminazione, Sony introduce un trattamento antiriflesso chiamato Immersive Black Screen Pro, pensato per mantenere neri profondi anche in ambienti luminosi. È un aspetto spesso sottovalutato: per molti spettatori, buona parte del contrasto percepito dipende più dai riflessi e dalla luce ambientale che "sporca" lo schermo, che dalla capacità assoluta del pannello di oscurarsi. Ridurre la riflettanza può cambiare l'esperienza d'uso in modo più immediato di quanto si pensi, specialmente in salotti normali dove la TV è spesso un oggetto diurno.
I limiti che restano sul tavolo
True RGB rimane un televisore LCD con local dimming. Non è un MicroLED né un OLED, e le sfide tipiche dei pannelli Mini LED restano: il blooming (gli aloni luminosi attorno a oggetti brillanti su sfondi scuri) e l'uniformità su contenuti complessi. Sony sostiene che il controllo indipendente dei diodi riduca fenomeni come il color banding — le scalettature visibili nelle transizioni graduali di colore — e qui entra in gioco quello che storicamente distingue Sony dagli altri: non la singola componente hardware, ma la combinazione tra retroilluminazione, algoritmi di gestione e calibrazione complessiva del sistema.
Il punto critico è che la promessa di True RGB è più difficile da cogliere a colpo d'occhio rispetto a quella dell'OLED. Il nero perfetto si capisce subito; il volume colore richiede confronto, contenuti giusti, e spesso misure strumentali. Il rischio concreto è un disallineamento di aspettative: se le prime recensioni indipendenti mostrassero compromessi su aloni o uniformità, True RGB potrebbe essere archiviato come un Mini LED con un nome nuovo. Se invece le misure confermassero un salto reale su saturazione ad alta luminanza, Sony avrebbe in mano un argomento raro — spostare la discussione dai numeri sulla confezione a una qualità percepita concreta.
Il nero perfetto lo capisci subito, il colore pieno ad alta luminosità richiede tempo e confronto
Non è la prima volta che qualcuno ci prova
L'idea di una retroilluminazione RGB con local dimming non è nuova: Hisense ha presentato al CES 2025 il modello TriChroma 116UX, basato su RGB Local Dimming, dichiarando una copertura fino al 97% dello spazio colore BT.2020. Questo precedente cambia la lettura dell'annuncio Sony: True RGB non va interpretata come una «prima assoluta», ma come una risposta premium a una categoria che sta diventando competitiva. Il vantaggio che Sony prova a portare non è il concetto, ma l'implementazione: controllo, calibrazione, trattamento del pannello, e un posizionamento che storicamente guarda ai monitor di riferimento professionale e all'intenzione creativa dei contenuti.
L'analogia più utile per capire True RGB è pensare alla differenza tra avere più cavalli e avere una trazione migliore. Molti Mini LED recenti hanno aumentato la potenza. True RGB prova a migliorare come quella potenza viene trasformata in immagine: più controllo cromatico alla fonte, meno dipendenza dai filtri per tenere i colori quando la scena si fa intensa. Se funziona, il beneficio più evidente potrebbe arrivare dai contenuti più comuni — sport in HDR, streaming con compressione aggressiva, programmi visti in pieno giorno — non dalle demo costruite ad arte.
Cosa aspettarsi prima di comprare
Per chi sta valutando un acquisto, la domanda concreta non è se fidarsi della tecnologia in astratto, ma attendere le prove indipendenti su tre parametri che incidono davvero sull'uso quotidiano: l'efficacia reale del trattamento antiriflesso, il comportamento del blooming su scene scure con elementi luminosi (sottotitoli, luci puntiformi, interfacce di sistema), e la luminanza sostenuta su contenuti HDR lunghi — non solo i picchi istantanei. Se questi tre aspetti risulteranno solidi, True RGB potrebbe diventare un'opzione concreta per chi ha sempre trovato l'OLED ideale ma non adatto al proprio salotto. Se invece il vantaggio restasse visibile solo in condizioni controllate, l'OLED continuerebbe a essere la scelta più lineare per chi guarda soprattutto film e serie con la luce gestita.
BRAVIA 9 II e BRAVIA 7 II sono disponibili per il preordine dal 27 maggio 2026. È il momento in cui le community iniziano a fare quello che le brochure non possono fare: tradurre affermazioni come «volume colore doppio» in domande pratiche. Cosa cambia con Dolby Vision? Come regge con lo sport? I riflessi sono davvero sotto controllo? Quanto si distingue da un Mini LED top dell'anno scorso? Il valore di True RGB si misurerà su quanto queste risposte siano verificabili senza dover diventare esperti di display.