Apple Watch & brevetti

Apple Watch riottiene il via libera per SpO2 negli USA, ma la guerra con i brevetti continua

La commissione americana per il commercio non riaprirà il caso di importazione, ma una condanna da 634 milioni di dollari per Apple è ancora sul tavolo

Chi possiede un Apple Watch acquistato negli Stati uniti tra il 2024 e il 2025 potrebbe non trovare la funzione di misurazione dell'ossigeno nel sangue tra le opzioni disponibili. Una funzione che, in molti mercati del resto del mondo, non è mai scomparsa. Non si tratta di un bug né di una scelta di marketing: è la conseguenza diretta di una lunga battaglia legale tra Apple e una piccola azienda medicale californiana chiamata di ricerca medicale specializzata nel monitoraggio dell'ossigeno nel sangue, che ha tenuto in scacco per oltre due anni uno dei prodotti più venduti al mondo.

Una disputa che ha tolto una funzione dagli scaffali

Per capire cosa sta succedendo oggi, conviene tornare a gennaio 2024. In quella data, la ITC — la commissione americana che regola l'importazione di merci e può bloccarla in caso di violazione di brevetti — aveva emesso un exclusion order, cioè un ordine che avrebbe potuto impedire l'ingresso negli USA di certi modelli di Apple Watch. Dal 18 gennaio 2024, Apple Watch Series 9 e Ultra 2 sono tornati disponibili negli Stati UNiti privi della funzione di misurazione dell'ossigeno nel sangue, nota con la sigla SpO2. Chi aveva già acquistato il suo orologio prima di quella data non ha subito nessuna modifica; chi lo ha comprato dopo si è ritrovato, a parità di hardware, con un'esperienza ridotta rispetto agli utenti europei o asiatici.

La controparte di Apple è MAsimo, un'azienda di tecnologia medicale che ha costruito il suo vantaggio competitivo proprio sulla pulsossimetria — la tecnica che misura la saturazione di ossigeno nel sangue tramite un sensore ottico applicato alla pelle. Per un'azienda che lavora in ambienti ospedalieri e di terapia intensiva, dove quella misurazione può essere questione di vita o di morte, vedere un colosso consumer adottare tecnologie simili senza licenza è una questione esistenziale, non solo economica.

La mossa di Apple: ridisegnare invece di cedere

Apple ha scelto di non cedere la licenza e di non ritirare il prodotto. Ha invece percorso la strada del cosiddetto design-around: ridisegnare l'implementazione della funzione in modo da non ricadere nel perimetro coperto dai brevetti contestati. In agosto 2025 la funzione SpO2 è tornata disponibile negli USA, ma in una forma diversa da prima: per usarla, l'utente deve avere sia iPhone sia Apple Watch aggiornati alle versioni software più recenti (rispettivamente iOS 18.6.1 e watchOS 11.6.1). E soprattutto, la misurazione non avviene più tutta sull'orologio: il Watch rileva i dati, ma il calcolo e la visualizzazione dei risultati vengono elaborati sullo smartphone, nella sezione "RespiratorY" dell'app salute.

Nel linguaggio della proprietà intellettuale applicata ai prodotti consumer, questo tipo di mossa è un design-around: non si cambia l'hardware visibile, ma si ridistribuisce l'architettura di sistema in modo da spostare le operazioni che potrebbero costituire violazione su un componente diverso. In pratica, ci si chiede: quale parte del processo è coperta dal brevetto? Se quella parte la fa lo smartphone invece dell'orologio, il prodotto importato è ancora in violazione? È una domanda tecnica e legale al tempo stesso.

La funzione è tornata, ma il calcolo dei dati ora avviene sullo smartphone, non sull'orologio

La decisione ITC di aprile 2026

In un provvedimento datato 17 aprile 2026, l'ITC ha formalmente deciso di non riaprire le petizioni di MAsimo legate al caso delle importazioni. In termini pratici, questo significa che i modelli ridisegnati di Apple Watch possono continuare a entrare negli USA senza il rischio immediato di un nuovo blocco. Non è una sentenza di innocenza, né una dichiarazione che Apple non ha violato alcun brevetto: è semplicemente la chiusura di un capitolo specifico, quello relativo alle importazioni. Il rischio che un Apple Watch di fascia alta sparisca dagli scaffali americani per mesi, come sarebbe potuto accadere con un blocco alle importazioni, si allontana sensibilmente.

Per chi non ha familiarità con il funzionamento dell'ITC: questa commissione non è un tribunale ordinario. La sua funzione principale è proteggere le aziende americane dalla concorrenza sleale legata alle importazioni. PUÒò emettere ordini di esclusione che impediscono l'ingresso di prodotti nel paese, ma non può assegnare risarcimenti economici. Per quello esistono i tribunali federali.

634 milioni di dollari ancora sul tavolo

Ed è proprio sui tribunali federali che si gioca la partita economicamente più pesante. Nel novembre 2025 una giuria ha riconosciuto che Apple ha violato un brevetto di MAsimo e ha condannato la società di CUpertino a un risarcimento da 634 milioni di dollari. Apple ha presentato ricorso, e la vicenda continua a produrre documenti, udienze e contro-mosse. Il punto che spesso si perde nel racconto quotidiano è questo: un'azienda può risolvere il problema delle importazioni e trovarsi comunque esposta a un rischio economico enorme sul fronte civile. I due binari corrono in parallelo, e la chiusura di uno non implica la chiusura dell'altro.

Apple ha risolto il problema degli scaffali americani, ma la condanna da 634 milioni è ancora in appello

Un sensore piccolo, una posta in gioco grande

Per Apple, la vicenda SpO2 non è un incidente isolato: è il segnale di una tensione strutturale che accompagnerà tutta la sua strategia nel settore della salute. L'Apple Watch è diventato negli anni un laboratorio per funzioni "quasi cliniche" — elettrocardiogramma, rilevamento delle cadute, monitoraggio del sonno, notifiche di ritmo cardiaco irregolare. L'ossigeno nel sangue occupa una posizione strategicamente ambigua: abbastanza utile da essere un argomento di vendita (può essere un campanello d'allarme per apnee notturne o problemi respiratori), ma abbastanza lontano dalla diagnosi medica vera e propria da stare in un prodotto di massa senza richiedere approvazioni regolatorie particolari.

MAsimo ha un incentivo speculare: difendere il perimetro brevettuale costruito in decenni di ricerca in ambienti clinici, dove la precisione della misurazione è tutto. La leva dell'ITC e del canale delle importazioni ha dimostrato di creare attrito reale, anche su un'azienda con le risorse di Apple. E anche quando quell'attrito viene aggirato con un redesign, resta la leva del contenzioso per danni. È una dinamica che ricorda, nella versione health-tech, le guerre dei brevetti che hanno caratterizzato il mondo degli smartphone un decennio fa: non si combatte solo per decidere chi ha ragione, ma per stabilire se l'innovazione si compra pagando una licenza o si conquista ridisegnando l'architettura.

Chi ci rimette, in termini di esperienza

C'è un livello della storia che passa spesso in secondo piano: quello dell'utente finale. La soluzione "a due dispositivi" — rileva il Watch, calcola l'iPhone — non è solo un compromesso tecnico. CRea dipendenze nuove (serve l'iPhone nelle vicinanze e aggiornato), frammentazione (alcuni modelli e alcuni lotti hanno la funzione, altri no) e confusione (comunità di utenti che per mesi si sono chiesti cosa devono fare con un orologio comprato senza SpO2). La risposta, finora, è stata meno lineare di quanto ci si aspetterebbe da un'azienda nota per la semplicità d'uso dei suoi prodotti.

Chi vive fuori dagli USA probabilmente non ha mai percepito nulla di tutto questo: in Europa, Asia e nella maggior parte degli altri mercati, SpO2 non è mai sparita dagli Apple Watch, perché il vincolo era specificamente americano e legato al meccanismo delle importazioni.

Un mercato da 600 milioni di dispositivi

secondo IDC, nel 2025 le spedizioni globali di dispositivi indossabili hanno raggiunto 611,5 milioni di unità, con una crescita del 9,1% rispetto all'anno precedente, trainata soprattutto da Apple e HUawei nel segmento degli smartwatch. In un mercato di questa scala, una frizione legale che obbliga a vendere versioni "ridotte" di un prodotto nel principale mercato occidentale non è solo un problema di immagine: può influenzare i cicli di aggiornamento, rendere difficile la comparazione tra mercati e indebolire la capacità di usare le funzioni salute come leva di vendita.

La decisione ITC di aprile 2026 rende più stabile la situazione commerciale negli USA, ma non chiude il conflitto. Non garantisce che SpO2 torni identica a com'era prima del gennaio 2024 — con risultati visibili direttamente sul polso senza passare dall'iPhone. E non elimina la possibilità di nuovi sviluppi sul fronte della causa civile per danni.

La lezione che Apple sta imparando — e che probabilmente plasmerà le prossime generazioni di funzioni salute — è che in un ecosistema dove hardware, software e servizi sono progettati insieme, la capacità di spostare, modulare o disattivare una funzione per paese o per versione software è diventata essa stessa una caratteristica di architettura. Un vantaggio industriale enorme, ma che produce un paradosso: più le funzioni salute diventano un motivo per comprare uno smartwatch, più diventano il terreno preferito per contenziosi e rivendicazioni. La variabile aperta, a questo punto, non è tanto se SpO2 tornerà in qualche forma stabile — lo ha già fatto. È quanto l'industria accetterà che una funzione percepita come standard su uno smartwatch di fascia alta diventi, di fatto, una caratteristica elastica: presente, assente o spostata altrove a seconda di come si muove un dossier legale.