MacBook Air M5

MacBook Air M5 è più potente e costa di più dopo il rincaro memorie

Il portatile Apple offre più prestazioni e 512GB iniziali, mentre memoria, software e prezzo decidono se l'aggiornamento vale la spesa

MacBook Air M5: prezzo, prestazioni e AI locale

Un portatile più veloce diventa un acquisto convincente quando risolve un limite concreto: un progetto che richiede ore, applicazioni che rallentano se aperte insieme, file che riempiono il disco. Il MacBook Air con chip M5 va valutato partendo da queste esigenze. Apple ha aggiornato il suo notebook più leggero con più capacità di elaborazione e più spazio iniziale, mentre il rincaro delle memorie rende più caro l'accesso alla nuova generazione. La domanda centrale è quanta della potenza acquistata trovi oggi un impiego utile.

Un lancio di marzo, un rincaro di giugno

Conviene separare la storia del prodotto da quella del prezzo. Apple ha annunciato MacBook Air M5 il 3 marzo 2026, con disponibilità dall'11 marzo anche in Italia. L'aumento attribuito alla scarsità di memorie è arrivato il 25 giugno, quindi dopo il debutto. Al 9 ottobre si parla perciò di un computer in commercio da mesi, il cui posizionamento economico è cambiato nel corso dell'anno.

Quanto è più veloce davvero

I test indipendenti confermano il progresso rispetto al predecessore M4. Sul modello base da 13 pollici, il programma di misura Geekbench 6 registra un vantaggio di circa il 15% nell'elaborazione multicore, cioè quando più unità del processore lavorano in parallelo. Anche Cinebench 2024, un altro test di riferimento, mostra un miglioramento. Il guadagno si sente soprattutto in esportazioni video, elaborazione fotografica e attività complesse. Per navigare e scrivere, dove M4 era già rapido, la differenza percepita può essere più contenuta.

L'Air conserva il suo compromesso di progetto. Il raffreddamento senza ventola garantisce silenzio assoluto, e nei carichi prolungati il sistema riduce la potenza per smaltire il calore. I test mostrano questo comportamento anche con M5. Chi esegue rendering o elaborazioni continuative farebbe bene a confrontare un MacBook Pro, dotato di raffreddamento attivo, guardando il lavoro completato in un dato tempo, oltre al nome del chip.

L'intelligenza artificiale in locale

La novità più interessante riguarda l'AI eseguita direttamente sul computer, senza passare dal cloud. Johny Srouji, responsabile delle tecnologie hardware di Apple, ha collegato l'accelerazione di M5 ai Neural Accelerator inseriti nella GPU, l'unità che gestisce la grafica. Questi circuiti velocizzano le operazioni matematiche usate dai modelli AI e si affiancano al Neural Engine, il componente dedicato all'apprendimento automatico. Apple dichiara inoltre una banda della memoria unificata superiore del 28% rispetto a M4: processore e grafica scambiano i dati più in fretta.

La disponibilità effettiva di questa capacità dipende dal software. La documentazione per sviluppatori indica che strumenti come MLX, llama.cpp e PyTorch sfruttano già i nuovi acceleratori, attraverso percorsi di programmazione specifici. Il vantaggio reale cambia con il modello usato, con le ottimizzazioni e con la memoria disponibile. Per giudicare un assistente locale conta misurare l'attesa prima della risposta e la fluidità della generazione sul proprio carico di lavoro, senza dare per scontato che l'incremento teorico del chip arrivi intatto alle applicazioni.

Il software decide quanta potenza del chip arriva davvero alle applicazioni

Memoria e spazio, le scelte che contano

Qui la configurazione pesa molto. L'offerta parte da 16GB di memoria unificata e da 512GB di archiviazione su unità a stato solido, o SSD, e arriva fino a 32GB e 4TB. Lo spazio iniziale è doppio rispetto alla generazione precedente. La memoria sostiene le applicazioni aperte e i modelli locali, mentre l'archiviazione custodisce programmi e file, quindi le due voci rispondono a bisogni diversi. Un modello AI deve prima di tutto trovare posto nella memoria.

Lo schermo mantiene una sostanziale continuità. Liquid Retina è un display a cristalli liquidi retroilluminato, con ampia gamma cromatica e regolazione automatica del colore tramite True Tone. Le caratteristiche documentate coincidono con quelle dell'Air M4, per cui colori vividi e neri profondi descrivono la qualità del pannello e non una tecnologia inedita. Tra 13 e 15 pollici la scelta riguarda soprattutto trasportabilità e superficie per documenti, fogli di calcolo e finestre affiancate.

Anche le fino a 18 ore di autonomia richiedono contesto. Il valore dichiarato nasce da condizioni di prova precise, che comprendono lo streaming video. Nei test indipendenti di navigazione con luminosità moderata, M5 dura più o meno come M4, mentre a luminosità massima l'autonomia cala nettamente. Per studio e lavoro leggero resta un punto di forza. Videoconferenze, elaborazioni pesanti e impostazioni dello schermo cambiano il tempo effettivo lontano dalla presa.

Il chip di rete Apple N1 introduce Wi-Fi 7 e Bluetooth 6. Per sfruttare le nuove possibilità wireless serve però anche un router compatibile. Le porte Thunderbolt collegano periferiche e schermi. Fotocamera da 12 megapixel, tastiera retroilluminata e Touch ID completano una dotazione già familiare: i dati dell'impronta restano protetti sul dispositivo, nel sottosistema di sicurezza Secure Enclave. La riservatezza di un'applicazione AI dipende invece da come quel programma tratta i dati.

Prezzi in salita per colpa dei chip di memoria

In Italia il listino consultato il 9 ottobre parte da 1.449 euro per il modello da 13 pollici e da 1.749 euro per quello da 15. Al lancio i prezzi iniziali italiani coincidevano con quelli annunciati per M4, pur con più archiviazione di base. Il confronto tra generazioni deve quindi distinguere la dotazione dai rincari successivi. Nel conto finale rientra anche l'alimentatore, indicato nelle specifiche italiane come accessorio venduto a parte.

Apple ha attribuito gli aumenti alla domanda di memoria e archiviazione generata dai centri dati per l'AI. Nabila Popal, analista della società di ricerca IDC, li ha giudicati superiori alle proprie attese. Le ricerche sulla filiera descrivono una capacità produttiva assorbita dai server e una crescente resistenza dei consumatori ai prezzi. La pressione sui costi dei componenti spiega il rincaro, mentre la sua entità dipende anche da decisioni commerciali e margini.

Il mercato si è irrigidito. I dati pubblicati il 9 ottobre indicano consegne mondiali di personal computer in calo del 21,2% su base annua nel terzo trimestre. Anche Apple registra una flessione, pur guadagnando quota. In questo contesto sostituire un computer ancora adeguato diventa una scelta più selettiva, e il prezzo effettivo conta più del listino.

Per chi ha senso aggiornare

Il precedente dell'Air M1, introdotto il 10 novembre 2020, aiuta a distinguere una trasformazione della piattaforma da un normale aggiornamento annuale. Chi arriva da un Mac con processore Intel, o da una configurazione ormai al limite, trova in M5 la soluzione a più vincoli insieme. Chi possiede già un M4 ha convenienza solo davanti a esigenze identificabili. MacBook Neo, annunciato il 4 marzo 2026, offre inoltre un'alternativa interna per le attività quotidiane, e l'Air deve giustificare la maggiore capacità con applicazioni, memoria e collegamenti che servono davvero.

Conviene provare il proprio programma abituale prima di scegliere una configurazione più costosa

Prima di spendere per l'AI locale, resta da verificare il programma che si intende usare, con il modello e i documenti di tutti i giorni. La capacità hardware di M5 è presente, e il suo valore personale dipende ancora dal software che riesce a utilizzarla.