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Samsung alza i prezzi del Galaxy S26 a mesi dal lancio

Un rincaro fino a 200 dollari negli USA e fino a 200 euro in Italia colpisce tutta la gamma S26, senza aggiornamenti hardware: la causa è la crisi delle memorie

Samsung Galaxy S26 più caro: prezzi aumentati fino a 200 dollari

Comprare un Samsung Galaxy S26 oggi costa di più rispetto a qualche mese fa, anche se lo smartphone è esattamente lo stesso presentato a febbraio. Samsung ha deciso di aumentare i prezzi dell'intera gamma S26 negli Stati Uniti di 100 dollari su tutte le configurazioni, senza introdurre alcuna novità tecnica. Il modello base passa a 999,99 dollari, il Plus a 1.199,99 e l'Ultra a 1.399,99. La versione Ultra con 1 TB di memoria interna subisce il rincaro più pesante: 200 dollari in più, per un prezzo finale di 1.999,99 dollari.

Quello che rende questa mossa insolita è il momento in cui avviene. I produttori di solito ritoccano i prezzi al lancio di un nuovo prodotto; qui invece Samsung modifica il listino a mesi di distanza, su dispositivi già in vendita. Chi aveva confrontato le offerte al momento del lancio deve rifare i calcoli, perché il prezzo ufficiale attuale, quello praticato dai singoli negozi e il valore riconosciuto per un usato possono dare risultati molto diversi. Per i modelli base e Plus si tratta anche di un secondo aumento: i prezzi di partenza erano già saliti rispetto alla generazione precedente.

L'Italia segue a ruota

Il rincaro non riguarda solo il mercato americano. In Italia il listino aggiornato porta il Galaxy S26 a partire da 1.129 euro, mentre la versione Ultra da 1 TB arriva a 2.199 euro. I prezzi italiani includono l'IVA e seguono una politica commerciale locale, quindi confrontarli direttamente con quelli americani darebbe un'immagine distorta della situazione.

Va detto che il prezzo consigliato dal produttore e quello che si paga effettivamente in negozio raramente coincidono. Sconti, offerte degli operatori telefonici e permute del vecchio dispositivo restano strumenti comuni nella vendita degli smartphone Samsung. Il problema è che un listino più alto sposta in alto anche il punto di partenza da cui vengono calcolate le promozioni, quindi l'impatto si sente comunque.

Un rialzo di listino a mesi dal lancio è una mossa rara, e pesa su chi deve scegliere oggi

La colpa è delle memorie

Per capire perché Samsung abbia preso questa decisione bisogna guardare al mercato dei componenti. Uno smartphone utilizza due tipi principali di memoria: la RAM, che gestisce i processi attivi e la velocità del dispositivo, e la memoria flash NAND, che conserva foto, video e file. Queste memorie non sono le stesse usate nei grandi server per l'intelligenza artificiale, ma appartengono alle stesse filiere produttive. Quando i fornitori di chip dirottano capacità e investimenti verso i prodotti richiesti dai centri dati, la disponibilità e i prezzi delle memorie per gli smartphone ne risentono.

Samsung si trova in una posizione paradossale. La sua divisione semiconduttori — che produce e vende memorie ad altri produttori — sta beneficiando enormemente della corsa all'intelligenza artificiale. Nei risultati del secondo trimestre 2026, l'azienda ha registrato ricavi record proprio grazie alla domanda di memorie per server. La divisione smartphone, però, deve acquistare componenti in un mercato diventato più costoso: nella stessa comunicazione, Samsung ha segnalato pressioni sui margini di profitto per i telefoni, nonostante le vendite solide della serie S26. Il rincaro al dettaglio appare coerente con questa tensione interna.

Un settore sotto pressione

Il problema delle memorie non colpisce solo Samsung. Secondo le analisi di Counterpoint Research, le spedizioni mondiali di smartphone sono diminuite nel secondo trimestre del 2026, con la scarsità di componenti che ha pesato soprattutto sui produttori più esposti alle fasce di prezzo economiche. In Europa, nello stesso periodo, le spedizioni sono calate del 10% rispetto all'anno precedente. Prezzi più alti e volumi in calo possono coesistere: i produttori cercano di difendere i propri margini puntando sui modelli di fascia alta, mentre una parte degli acquirenti sceglie semplicemente di tenere più a lungo il telefono che ha già.

Anche Apple ha rivisto al rialzo i prezzi di alcuni modelli iPhone. Il confronto, però, richiede una distinzione importante: Apple ha aggiornato i listini in occasione del lancio dei nuovi iPhone 18 Pro, mentre Samsung ha modificato il riferimento di prezzo su prodotti già in commercio da mesi. Google, con la linea Pixel Pro, offre un'altra alternativa nella fascia alta, ma la scelta tra marchi dipende da fattori che vanno oltre il prezzo: formato, qualità della fotocamera, ecosistema di servizi e offerte concrete disponibili al momento dell'acquisto.

Pagare di più per lo stesso telefono di mesi fa è una novità che cambia il modo di valutare le offerte

Cosa conviene fare ora

Il prezzo più alto non porta con sé nuove funzioni. Le caratteristiche che rendono l'Ultra interessante — tra cui il display progettato per ridurre la visibilità laterale e le capacità fotografiche avanzate — erano già presenti prima dell'aumento. La domanda giusta da porsi è quella sull'uso reale del dispositivo: chi registra molti video o conserva grandi archivi direttamente sul telefono può avere ragioni concrete per scegliere la configurazione da 1 TB; chi invece si affida principalmente al cloud e usa applicazioni comuni potrebbe trovare sufficiente uno spazio di archiviazione inferiore. Pagare il sovrapprezzo della versione massima per precauzione ha un costo certo oggi, a fronte di un'esigenza futura tutta da verificare.

Vale la pena considerare anche le alternative già disponibili. Un Galaxy S25 o un S26 acquistato presso un rivenditore che applica ancora i vecchi prezzi può risultare più conveniente del nuovo listino ufficiale, a patto di confrontare con attenzione capacità di archiviazione, condizioni di garanzia e valore della permuta. Attendere una promozione è una possibilità, non una certezza: con un listino più alto, diventa ancora più utile guardare al prezzo finale nel carrello piuttosto che alla percentuale di sconto esposta in vetrina.

Se i costi delle memorie resteranno elevati e se le prossime generazioni di componenti porteranno ulteriori investimenti, è probabile che la pressione sui prezzi continui anche con il Galaxy S27. Per chi deve decidere nell'immediato, la variabile più concreta è un'altra: quanto rapidamente i negozi italiani adegueranno i propri prezzi al nuovo listino e quali offerte continueranno a proporre sui telefoni già in magazzino.