Tablet Amazon

Amazon apre i nuovi tablet Alexa a Google Play e all'assistente Alexa+

Tre modelli in Italia dal 19 ottobre, con app Google, assistente che legge lo schermo e prezzi da 499,99 euro per il 12 Pro

Amazon Alexa Tablet: Google Play e assistente Alexa+

Amazon cambia strategia sui tablet. La nuova famiglia Alexa Tablet, annunciata in Italia il 08 ottobre 2026, comprende Alexa Tablet 8, Alexa Tablet 11 e Alexa Tablet 12 Pro. Le applicazioni si scaricano da Google Play, il negozio ufficiale del mondo Android, e l'assistente vocale Alexa è integrato nell'interfaccia. A cambiare è soprattutto il rapporto tra il dispositivo e i servizi che usiamo ogni giorno. In Italia i modelli saranno disponibili dal 19 ottobre.

Le app Google arrivano su Amazon

Per chi arriva dai tablet Fire, finora legati al negozio di app di Amazon, il vantaggio immediato è trovare Gmail, YouTube e Google Docs nel catalogo ufficiale Google, accanto ai servizi Amazon. Google Play porta con sé anche un quadro di compatibilità: la certificazione Play Protect richiede che i dispositivi superino i test Android e permette di includere le applicazioni Google con regolare licenza. Questo aspetto resta distinto dalla durata degli aggiornamenti, che dipende dagli impegni del produttore. Sono due criteri diversi da valutare al momento dell'acquisto.

Amazon aveva già provato a portare i propri tablet nel mondo del lavoro. Il 23 maggio 2023 presentò Fire Max 11 con tastiera, penna e una prova di Microsoft 365, la suite che comprende Word ed Excel. L'ambizione produttiva, quindi, precede il marchio Alexa Tablet. Ora l'accesso al catalogo Google rende più semplice costruire una giornata di utilizzo attorno alle applicazioni abituali, senza doversi adattare alla selezione dello store Amazon. Anche il miglioramento dell'hardware acquista valore soprattutto grazie a questa continuità.

Un altro passaggio significativo risale al 20 febbraio 2025, quando Amazon annunciò la cessazione del supporto del proprio Appstore sui dispositivi Android esterni alla famiglia Fire, con effetto dal 20 agosto 2025. L'azienda precisò che lo store sarebbe rimasto disponibile su Fire Tablet e Fire TV. La sequenza documenta un ridimensionamento della distribuzione alternativa su Android; attribuirle un piano già definito per i nuovi tablet richiederebbe ulteriori elementi. Oggi, però, la scelta è concreta: affidare a Google il catalogo generalista e concentrare la differenziazione sull'esperienza Amazon.

Amazon lascia a Google il catalogo delle app e punta sull'assistente

Alexa+ guarda cosa c'è sullo schermo

Al centro del progetto c'è Alexa+, la nuova versione dell'assistente. Il controllo Ask Alexa lo richiama mentre si sta facendo altro; la Dynamic Tab riunisce contenuti in corso e suggerimenti personalizzati. La funzione On-Screen Intelligence, chiamata Intelligenza su schermo nella presentazione italiana, consente di interrogare Alexa su ciò che si sta visualizzando. Tra gli esempi annunciati figurano l'analisi di percorsi escursionistici e l'inserimento nel calendario degli appuntamenti di una competizione, con segnalazione delle sovrapposizioni. Sono capacità dichiarate, da distinguere dalle prestazioni misurate nell'uso quotidiano.

L'esempio commercialmente più interessante riguarda un prodotto visto in un video TikTok: l'utente può chiedere ad Alexa di trovarlo su Amazon. Qui emerge una possibile lettura strategica. L'azienda concede maggiore libertà nella scelta delle applicazioni, ma cerca di restare presente nel momento in cui una persona decide cosa fare. Il controllo potrebbe spostarsi dalla distribuzione del software alla proposta dell'azione successiva. Per l'utente, la comodità dipenderà anche dalla pertinenza dei suggerimenti e dalla possibilità di distinguere l'assistenza dall'indirizzamento commerciale. L'esempio documenta un percorso verso Amazon e lascia aperta la questione del confronto con altri rivenditori.

Una sfida già aperta con Samsung e Google

Capire ciò che appare sullo schermo è una funzione già al centro della concorrenza. Il 13 maggio 2025 Guemmy Kim, responsabile di prodotto ed esperienza utente Android, descriveva l'espansione di Gemini, l'assistente di Google, oltre il telefono e la disponibilità della condivisione di schermo e fotocamera senza abbonamento Advanced. Samsung ha poi presentato sui Galaxy Tab S11 conversazioni contestuali con Gemini Live e comandi capaci di coinvolgere più applicazioni. Questi precedenti mostrano quanto la funzione sia ormai diffusa; la compatibilità specifica di Gemini sui nuovi tablet Amazon richiede una verifica separata.

Il confronto utile riguarda quindi le attività complete. Chiedere spiegazioni su una pagina è un primo passaggio; trasformare quelle informazioni in appunti, trasferirle in un documento e condividerle richiede un ambiente operativo coerente. Samsung affianca l'assistente a DeX, l'interfaccia pensata per lavorare con finestre e monitor esterni, e alla penna S Pen. Amazon dovrà dimostrare quanto Alexa+ riduca passaggi ed errori in compiti analoghi. La presenza di un assistente contestuale definisce una categoria di esperienza; affidabilità e integrazione determinano il vantaggio effettivo.

Prezzi e mercato in salita

Il 12 Pro è il modello più ambizioso: schermo da 12 pollici a 120 Hz, per uno scorrimento più fluido, e opzione Nanomatte antiriflesso. Tastiera, penna e gestione di finestre affiancate sostengono la vocazione professionale. Nel listino italiano annunciato il modello parte da 499,99 euro, mentre il pacchetto con tastiera e penna da 649 euro è la configurazione necessaria per valutarlo come strumento di lavoro. Per confrontarlo con iPad e Galaxy Tab, il costo dell'insieme è più indicativo del solo tablet.

Il riposizionamento arriva in un mercato difficile. Nel secondo trimestre 2026 le spedizioni mondiali di tablet sono diminuite del 12,3% su base annua; in Europa occidentale la contrazione è stata del 13,3%. Le rilevazioni mostrano maggiore tenuta dei dispositivi con tastiera rimovibile, più orientati a impieghi professionali. Per Amazon questo rende importante offrire una ragione d'acquisto ulteriore rispetto a lettura e streaming. Alexa+ potrebbe contribuire, purché renda convenienti attività che oggi si svolgono su telefono o computer: un'ipotesi da misurare con l'utilizzo, oltre che con le vendite.

Condividere lo schermo, cedere dati

La condivisione dello schermo introduce una scelta sui dati personali. Amazon dichiara che le funzioni contestuali sono disattivate per impostazione predefinita, richiedono un'attivazione esplicita e mostrano un indicatore visivo. Questi controlli rendono riconoscibile l'accesso dell'assistente; per valutarlo pienamente serviranno dettagli su conservazione e trattamento dei contenuti condivisi. Nell'Unione europea gli obblighi di trasparenza dell'AI Act, il regolamento sull'intelligenza artificiale, si applicano dal 2 agosto 2026. Il quadro normativo e l'indicatore sul display rispondono a esigenze complementari, con portata diversa.

Le condizioni italiane annunciate per Alexa+ prevedono l'inclusione in Prime e la gratuità per tutti durante l'Accesso Anticipato. L'acquirente dovrà verificare le condizioni applicabili al proprio account. Sul versante della privacy, la dashboard Alexa permette di rivedere le interazioni, gestire la conservazione delle registrazioni vocali ed eliminarle: strumenti utili da considerare insieme ai nuovi permessi sullo schermo.

Alexa+ dovrà dimostrare di rendere più semplici le attività di ogni giorno

Restano alcune domande aperte

La disponibilità italiana è prevista dal 19 ottobre. Le sessioni di conversazione continua risultano ancora indicate come in arrivo nella presentazione locale. Per chi possiede un Fire, il comunicato lascia da chiarire un eventuale percorso di aggiornamento, il trasferimento degli acquisti tra store e la durata del supporto Android. Ritrovare le proprie applicazioni è solo una parte della migrazione: conservare acquisti, dati e continuità d'uso richiede risposte specifiche, che incidono sul valore reale del passaggio.