PlayStation 5 Pro

In Giappone la PS5 Pro si compra solo se hai già giocato abbastanza

Sony seleziona gli acquirenti tramite estrazione e richiede almeno 60 ore di gioco registrate sull'account: una strategia per frenare la rivendita speculativa

PS5 Pro a sorteggio in Giappone: Sony chiede ore di gioco

In Giappone, avere i soldi per comprare una PlayStation 5 Pro non è sufficiente. Sony ha deciso che per acquistare la console attraverso il suo store ufficiale nipponico, i potenziali acquirenti devono prima candidarsi, dimostrare di essere giocatori abituali e poi sperare di essere estratti a sorte. Un meccanismo insolito, pensato per scoraggiare chi acquista console in grandi quantità per rivenderle a prezzi gonfiati.

Come funziona la selezione

Il processo si articola in tre fasi distinte. Le candidature sono già aperte e si chiudono il 7 ottobre: chi vuole partecipare deve iscriversi entro quella data. Dopo la scadenza, Sony verificherà i requisiti di ogni candidato e comunicherà gli esiti via email a partire dal 26 ottobre 2026. Chi risulterà selezionato avrà tempo fino al 2 novembre per completare l'acquisto nello store online. Una candidatura accettata, quindi, non equivale a una prenotazione automatica: occorre agire entro la finestra temporale indicata. Le console eventualmente non acquistate potranno essere offerte in una seconda estrazione tra i candidati idonei inizialmente esclusi. Il prezzo della PS5 Pro è fissato a 137.980 yen, tasse incluse.

Per partecipare servono requisiti precisi. L'account utilizzato per candidarsi deve essere registrato in Giappone e mostrare almeno 60 ore di gioco su PlayStation 4, PlayStation 5 o entrambe nel periodo indicato da Sony. La vendita è riservata ai residenti nel Paese e prevede consegna esclusivamente a indirizzi giapponesi.

Il nodo dell'account unificato

C'è anche un passaggio tecnico che potrebbe sfuggire: l'identificativo dell'account Sony usato per PlayStation deve essere unificato con il My Sony ID, cioè il sistema di accesso centralizzato ai servizi Sony utilizzato per gli acquisti sullo store. Chi aveva creato un My Sony ID in passato, prima che l'unificazione diventasse automatica per i nuovi account, potrebbe dover completare questa procedura manualmente prima di candidarsi.

Le ore di gioco devono risultare dall'attività svolta con l'account presentato nella domanda. Per chi condivide la console con altri membri della famiglia, conta solo il tempo registrato sul proprio profilo, non quello trascorso davanti allo stesso schermo: una distinzione che può fare la differenza tra essere idonei o no.

Anche la ricezione dell'email di esito richiede attenzione: Sony avverte che alcuni servizi di posta potrebbero filtrare il messaggio come spam. Il diritto all'acquisto, se assegnato, resta strettamente personale. È ammessa una sola console per account, e l'ordine può essere annullato in caso di informazioni false, rivendita accertata o richiesta di modifica dell'indirizzo di consegna.

Sony usa la storia di gioco per separare i veri acquirenti dai rivenditori speculativi

Perché il sorteggio con filtro funziona meglio della corsa al click

Il problema che questo sistema cerca di risolvere è diverso dalla semplice scarsità di scorte. Quando una console è disponibile in quantità limitate, una vendita aperta a tutti premia chi arriva per primo, compresi operatori che usano bot — programmi automatizzati — per completare gli acquisti in pochi millisecondi o che coordinano decine di account contemporaneamente. Il sorteggio elimina la corsa al momento esatto dell'apertura; la soglia delle ore di gioco rende costoso costruire candidature fittizie, perché richiederebbe account con una storia reale su PlayStation.

Nessuno dei due filtri garantisce che la console finisca nelle mani di chi intende davvero usarla, ma insieme spostano la selezione dalla velocità della transazione a un'attività verificabile nell'ecosistema Sony.

Chi rimane escluso

La scelta comporta esclusioni concrete. Chi vive in Giappone ma usa da anni un account registrato in un altro Paese non soddisfa il requisito territoriale. Resta fuori anche chi vorrebbe entrare nell'ecosistema PlayStation proprio con la versione Pro, o chi ha giocato principalmente su altre piattaforme. La soglia delle 60 ore appare modesta per un giocatore abituale, ma può pesare per chi ha avuto poco tempo nel periodo considerato. Il criterio riconosce una relazione recente con il marchio, più che una generica fedeltà di lungo corso.

Non è la prima volta che Sony adotta questo approccio. Sony aveva già sperimentato un filtro fondato sull'attività dell'account per il pacchetto PS5 Pro del trentesimo anniversario, distribuito in Giappone tramite candidature ed eventuale sorteggio. Quella era però un'edizione limitata da collezione. Applicare una procedura simile alla PS5 Pro standard amplia il significato della misura: l'accesso condizionato diventa uno strumento ordinario per gestire la disponibilità, non solo la risposta eccezionale a un oggetto raro.

Anche Nintendo ha usato la storia degli account nelle vendite a estrazione di Switch 2 in Giappone. Il presidente Shuntaro Furukawa ha spiegato agli azionisti che questo approccio ha permesso di dare priorità agli utenti abituali, riconoscendo al tempo stesso che le reazioni ricevute sono state sia favorevoli sia critiche.

Più Sony conosce i suoi utenti, più può usare quei dati per gestire le vendite dirette

I numeri dietro la strategia

La scala dell'ecosistema PlayStation rende questi filtri praticabili. Sony conta oltre 95 milioni di PS5 distribuite nel mondo alla fine di giugno 2026 e 125 milioni di utenti attivi mensilmente nello stesso periodo. Sono dati riferiti all'intero ecosistema globale, non una misura della domanda giapponese specifica per PS5 Pro. Mostrano però quanta attività associata agli account un produttore può usare per amministrare una vendita diretta. Sony precisa che utilizzerà informazioni personali già in suo possesso per gestire la selezione, condividendo con Sony Marketing solo i dati necessari alla vendita.

Nelle discussioni online, il vantaggio percepito è soprattutto pratico: iscriversi entro una scadenza è meno frustrante che competere con strumenti automatici al momento del riassortimento. Le obiezioni riguardano i casi limite: un appassionato rimasto lontano dalla console per un periodo, o una persona trasferitasi in Giappone mantenendo il vecchio account straniero. Segnalano la tensione inevitabile di qualsiasi filtro basato sul passato: riduce le opportunità per gli acquirenti speculativi, ma tratta in modo diverso persone con la stessa intenzione di usare la console.

Nessun effetto per chi compra in Italia

Per chi acquista dall'Italia, questa estrazione non apre alcun canale alternativo: servono residenza giapponese, account idoneo e consegna in Giappone. Sul PlayStation Direct italiano la PS5 Pro risulta acquistabile a 899 euro, senza procedure equivalenti basate sulle ore di gioco. L'esperimento giapponese non annuncia quindi un cambiamento internazionale imminente. Il suo risultato più interessante, per Sony e per chi osserva la distribuzione delle console, dipenderà da ciò che emergerà dopo la chiusura delle candidature: quante richieste avranno superato i controlli e quante console saranno effettivamente acquistate da chi verrà selezionato.