Intel e AMD esplorano una collaborazione tra i rispettivi vertici
I due storici rivali dei processori discutono sinergie che vanno dal software condiviso alla produzione di chip, con impegni ancora da definire
Intel e AMD sono i due grandi rivali storici dei processori per computer e server, e competono da decenni per gli stessi clienti. Eppure i loro amministratori delegati, Lip-Bu Tan per Intel e Lisa Su per AMD, hanno parlato di possibili nuove sinergie. Tan ne ha riferito durante un incontro della Chinese American Semiconductor Professional Association, un'associazione di professionisti del settore dei chip. Per ora si tratta di un dialogo esplorativo, con aree operative e impegni ancora da definire, mentre Intel cerca di rilanciare i propri prodotti e la produzione di chip per conto terzi. Il significato industriale della vicenda dipenderà dalla distanza tra una cooperazione sul software condiviso e una collaborazione nella fabbricazione.
Due mestieri dentro Intel
La distinzione conta perché Intel svolge due ruoli. Progetta processori venduti con il proprio marchio e, attraverso Intel Foundry, offre servizi produttivi ad altre aziende. Una foundry trasforma i progetti dei clienti in chip fisici e si assume la responsabilità di qualità, costi e consegne. AMD, invece, affida la fabbricazione a fornitori esterni e per i suoi processori più avanzati si rivolge a Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC). Un'eventuale intesa potrebbe quindi riguardare livelli diversi della filiera, ciascuno con conseguenze specifiche.
Il precedente dell'architettura x86
Il caso più simile è l'x86 Ecosystem Advisory Group, annunciato nel 2024 insieme a produttori di computer, operatori cloud e sviluppatori software. Con x86 si indica l'architettura di istruzioni condivisa dai processori Intel e AMD, cioè il linguaggio con cui il software impartisce le operazioni all'hardware. Il gruppo coordina l'evoluzione di funzioni e interfacce per ottenere maggiore coerenza tra le piattaforme. L'obiettivo comune è rendere più semplice sviluppare applicazioni per entrambe, conservando libertà progettuale nelle rispettive CPU, le unità centrali di elaborazione.
Un software comune per l'intelligenza artificiale
La collaborazione su oneDNN mostra già un risultato concreto. AMD sta integrando le ottimizzazioni di ZenDNN nella libreria open source usata per accelerare l'intelligenza artificiale sui processori. Le due aziende hanno concordato un percorso comune per ottimizzare PyTorch, ambiente molto diffuso per sviluppare modelli di IA. La governance fa capo alla Unified Acceleration Foundation (UXL), di cui AMD è membro dello steering committee, l'organo direttivo. Il lavoro riguarda quindi un componente condiviso dell'infrastruttura software, con una partecipazione più ampia dei soli produttori.
Per chi sviluppa un servizio, questo potrebbe significare mantenere meno varianti dello stesso codice quando cambia il processore sottostante. Un'applicazione di riconoscimento delle immagini, per esempio, potrebbe seguire un percorso software unico, lasciando alla libreria le ottimizzazioni specifiche dell'hardware. Jeff McVeigh, responsabile dei programmi strategici data center di Intel, ha indicato proprio la riduzione dei percorsi separati come obiettivo. I benefici attesi riguardano manutenzione e distribuzione delle applicazioni, mentre eventuali miglioramenti di prestazioni andranno misurati sui singoli modelli e sistemi.
Le due rivali puntano a rendere più semplice programmare su entrambi i processori
La motivazione economica è solida anche per AMD. Nel 2025 il suo segmento Data Center ha generato 16,6 miliardi di dollari, sostenuto dai processori per server EPYC e dagli acceleratori Instinct. Proteggere l'attrattiva dell'ecosistema software significa favorire l'uso di questi prodotti e ridurre gli ostacoli all'adozione. La lettura strategica è che entrambe le aziende possano guadagnare rendendo più accessibile il calcolo su x86, per poi differenziarsi su prestazioni, consumi e caratteristiche delle proprie implementazioni. La standardizzazione sposta parte della concorrenza sul prodotto effettivamente consegnato.
I conti di Intel Foundry
Per Intel il problema industriale ha una dimensione in più. Nel terzo trimestre 2026 Intel Foundry ha registrato ricavi per circa 6,7 miliardi di dollari, dei quali 411 milioni provenienti da clienti esterni. La perdita operativa è stata di circa 1,9 miliardi. La maggior parte dell'attività resta legata ai prodotti del gruppo e l'aumento dei ricavi esterni è stato trainato soprattutto da un contratto non ricorrente. Un grande cliente indipendente avrebbe valore commerciale e varrebbe anche come prova della capacità di servire progetti sviluppati fuori da Intel.
Da qui l'interesse per i processi produttivi 18A e 14A, cioè le tecnologie con cui vengono fabbricati i chip. Intel riferisce che il 18A è in produzione e segnala progressi nelle rese, la quota di chip funzionanti ottenuti da ciascun wafer, il disco di silicio su cui vengono realizzati. Per il 14A ha comunicato in ottobre la distribuzione a clienti selezionati di un kit di progettazione aggiornato, il Process Design Kit, ossia regole e strumenti per disegnare circuiti compatibili con il processo. La preparazione della produzione sperimentale prosegue verso il 2027. Sono passaggi a maturità diverse: la disponibilità degli strumenti di progettazione precede la verifica industriale di un prodotto completo.
AMD cliente di Intel?
Considerare AMD come possibile cliente manifatturiero resta uno scenario analitico. La sua filiera consolidata con TSMC rende centrali affidabilità, capacità disponibile e convenienza economica di qualsiasi alternativa. Il packaging avanzato, che collega più componenti di silicio nello stesso insieme, appare un ambito industrialmente plausibile, perché consentirebbe una collaborazione circoscritta a una singola fase produttiva. Intel segnala interesse esterno per queste tecnologie. Le dichiarazioni sul dialogo con Lisa Su lasciano però da stabilire quali attività siano effettivamente sul tavolo.
La strategia di Tan
Tan collega questa apertura a un cambiamento più ampio: progettare maggiormente in base alle esigenze dei clienti. Ha indicato come aree di crescita i circuiti specializzati, detti ASIC, l'ottica integrata nello stesso package dei chip, l'intelligenza artificiale applicata a sistemi fisici e il packaging avanzato. In questi mercati il valore dipende dall'integrazione tra componenti e carichi di lavoro specifici. Ne uscirebbe una Intel più disponibile a vendere competenze e servizi separatamente dai propri processori, anche quando il cliente compete con un'altra sua divisione.
Europa e concorrenza
Il contesto europeo distingue la disponibilità tecnologica dalla collocazione produttiva. Intel ha annunciato un investimento di 5 miliardi di euro a Leixlip, in Irlanda, destinato ad ampliare la capacità per i processori Xeon sul nodo Intel 3. L'annuncio riguarda quell'impianto e quelle tecnologie: attribuirgli effetti su una eventuale produzione AMD richiederebbe ulteriori informazioni. Per gli acquirenti italiani di infrastrutture, la variabile utile sarebbe l'effettiva diversificazione delle forniture, da valutare attraverso stabilimenti coinvolti, capacità impegnata e condizioni contrattuali.
Resta poi il confine concorrenziale. Il contenzioso europeo sulle pratiche con cui Intel aveva ostacolato l'adozione dei processori AMD ricorda quanto sia importante l'indipendenza commerciale dei due fornitori. Il Tribunale dell'Unione europea ha confermato nella sostanza la decisione sulle restrizioni imposte ad alcuni produttori di computer, riducendo la sanzione. Standard condivisi e maggiore interoperabilità avrebbero quindi valore per gli utenti se accompagnati da una competizione autonoma su prezzi, prodotti e accesso al mercato.
Cosa cambia per chi compra
Per chi deve acquistare oggi, il dialogo tra i vertici offre soprattutto un'indicazione strategica. Le ricadute già identificabili riguardano software e compatibilità, mentre prezzi, disponibilità e prestazioni di eventuali nuovi prodotti richiederanno annunci e prove specifiche. Anche privacy e controllo dei dati dipenderebbero dall'architettura delle applicazioni e dalle modalità di distribuzione.
Un accordo produttivo con AMD chiederebbe a Intel garanzie su riservatezza e consegne
Un futuro accordo di produzione aprirebbe una questione industriale precisa: come assicurare a un concorrente la riservatezza dei progetti, priorità produttive affidabili e continuità delle consegne. È su questi impegni che il confronto esplorativo dovrebbe tradursi in condizioni verificabili.