LG annuncia il primo monitor gaming con 1000Hz nativi in Full HD
L'UltraGear 25G590B punta al millisecondo per fotogramma e ridefinisce il limite tecnico dei display per eSport, ma il vantaggio reale dipende dall'intera catena hardware e software
LG ha annunciato l'UltraGear 25G590B, un monitor da 24,5 pollici progettato per il gaming competitivo con una caratteristica che fino a poco tempo fa sembrava più un obiettivo teorico che un prodotto reale: 1000Hz nativi in Full HD. Il messaggio è immediato per chi è abituato a ragionare in millisecondi — più aggiornamenti al secondo significano movimento più fluido, immagini più nitide durante le rotazioni rapide e una latenza percepita inferiore. Ma la storia interessante inizia subito dopo l'annuncio, perché 1000Hz non è un semplice upgrade rispetto ai monitor da 240 o 360Hz già disponibili: è un traguardo che mette sotto pressione l'intera catena tecnologica, dal motore del gioco al PC, fino al cavo che collega lo schermo.
Un millisecondo per fotogramma
Il punto di partenza è fisico. A 1000Hz, ogni fotogramma resta visualizzato sullo schermo per circa 1 millisecondo — un millesimo di secondo. Questo riduce quello che i tecnici chiamano persistenza dell'immagine, un effetto tipico dei moderni display a cristalli liquidi e OLED: ogni fotogramma viene mantenuto acceso fino all'aggiornamento successivo, e questo contribuisce alla sensazione di scia o sfocatura quando la visuale si muove rapidamente. In uno sparatutto competitivo, dove il mirino insegue un bersaglio che si sposta di pochi pixel tra un frame e l'altro, ridurre questa persistenza può aiutare a distinguere meglio contorni e micro-movimenti. È un po' come la differenza tra seguire un oggetto in movimento sotto una luce continua oppure con lampi molto brevi: l'oggetto non rallenta, ma l'occhio riceve un'istantanea più definita a ogni impulso.
Per anni il settore ha spinto l'idea che più Hz equivalgano sempre a un'esperienza migliore, e in parte è corretto. Il salto da 60 a 144Hz è evidente per chiunque; quello da 144 a 240Hz è spesso ancora percepibile; oltre i 360Hz si entra nel territorio della sensibilità individuale e dell'ottimizzazione fine. Quando si arriva alla soglia dei 480–540Hz, il vantaggio diventa una micro-ottimizzazione: marginale per la maggior parte dei giocatori, ma concreta per chi compete a livello professionale e cerca ogni minimo miglioramento di chiarezza o reattività. In questo senso l'UltraGear 25G590B non si rivolge al gamer medio, ma a una nicchia precisa e influente: pro player, semi-professionisti, appassionati di sparatutto in prima persona che ottimizzano ogni parametro, e la scena degli eSports che ha reso il formato da 24–25 pollici quasi uno standard operativo nelle competizioni.
Nativo, non overcloccato
LG sottolinea che il refresh a 1000Hz è nativo, non ottenuto tramite overclock — cioè non è una modalità forzata oltre le specifiche originali del pannello. Negli ultimi anni diversi monitor estremi hanno raggiunto i propri refresh massimi proprio tramite overclock, accessibile dal menu delle impostazioni a schermo, con tutte le incertezze che ne derivano in termini di stabilità, compatibilità e gestione termica. La distinzione non è solo tecnica: un refresh nativo promette un comportamento più affidabile e prevedibile nel tempo.
Sul tipo di pannello, LG ha scelto la tecnologia IPS, storicamente apprezzata per la resa cromatica e gli angoli di visione ampi, abbinata a un film antiriflesso a bassa riflessione per ridurre i fastidiosi bagliori. È una scelta significativa: la corsa verso i refresh più elevati è quasi sempre passata da tecnologie TN, più veloci ma con qualità d'immagine inferiore. L'obiettivo implicito è ridurre un compromesso storico del settore, offrendo velocità da monitor competitivo con una resa visiva più vicina agli standard moderni.
Il monitor include anche una funzione chiamata Motion Blur Reduction Pro, che promette di ridurre ulteriormente la sfocatura in movimento. Qui vale la pena essere cauti: le tecniche aggressive di riduzione del blur funzionano illuminando il pannello a intermittenza, come uno stroboscopio molto rapido. Possono migliorare sensibilmente la nitidezza, ma spesso richiedono un framerate stabile, riducono la luminosità e possono introdurre artefatti visivi o un leggero sfarfallio. Se LG riuscirà a far convivere 1000Hz con una modalità di riduzione scia realmente utilizzabile nella pratica quotidiana, il vantaggio complessivo potrebbe emergere in modo molto più concreto rispetto al solo numero sul pannello.
Un monitor da 1000Hz ha senso solo se il PC riesce ad alimentarlo con framerate altrettanto stabili
Il collo di bottiglia è il PC, non lo schermo
Un monitor a 1000Hz ha senso solo se il PC e il gioco riescono a produrre abbastanza fotogrammi per sfruttarlo. Mantenere 800–1000 fps (fotogrammi al secondo) in modo costante non dipende solo dalla scheda video: negli eSports moderni, soprattutto nei titoli dove il processore è il componente limitante, la variabilità dei tempi di calcolo di ogni frame pesa spesso più del picco massimo raggiungibile. A 1000Hz non basta toccare i 1000 fps per qualche secondo nella schermata di allenamento: serve stabilità, perché micro-stutter e oscillazioni erodono proprio quel beneficio di continuità che un refresh elevato promette.
C'è poi una seconda catena, spesso trascurata, che delimita i benefici reali: quella che va dall'input del giocatore al fotone sullo schermo. Il tempo che intercorre tra il clic del mouse e la risposta visibile dipende dal mouse stesso, dal suo tasso di campionamento, dai driver, dal motore di gioco, dal sistema operativo e infine dal monitor. Nei giochi online entra in gioco anche il tickrate del server, ovvero la frequenza con cui il server aggiorna lo stato della partita: i 128 tick di un server ad alte prestazioni significano che lo stato del gioco viene campionato ogni circa 7,8 millisecondi — quasi otto volte più lento di un fotogramma da 1 millisecondo. Questo non significa che i 1000Hz siano inutili, ma che si collocano in un ecosistema dove alcune latenze scendono al millisecondo mentre altre restano dominanti. Il valore reale dell'UltraGear 25G590B sarà misurabile solo con metriche che considerano l'intera catena, non con impressioni isolate: grafici di frametime, misure dal clic al fotone, verifiche su titoli specifici.
Il cavo che può rovinare tutto
Raggiungere refresh così elevati riporta al centro un elemento pratico spesso sottovalutato: l'interfaccia video e la qualità del cavo. Lo standard DP 2.1 ha introdotto certificazioni come DP40 e DP80, legate alla banda disponibile e ai nuovi livelli di trasmissione dati ad alta velocità. Test recenti hanno dimostrato quanto sia facile non ottenere le modalità massime usando un cavo non certificato: un dettaglio che sembra irrilevante finché non si cerca di sfruttare un refresh estremo, e che può diventare il motivo per cui Windows non mostra la frequenza attesa o il segnale diventa instabile. Le ambiguità sulle certificazioni DisplayPort 2.1 sono più comuni di quanto si pensi, e su un monitor da 1000Hz questo aspetto sarà tra i primi da verificare nelle recensioni, perché incide direttamente sull'esperienza d'uso. LG per ora non ha pubblicato una lista completa delle porte e delle modalità supportate.
LG aggiunge funzioni AI per allargare il pubblico oltre la nicchia competitiva pura
L'intelligenza artificiale in uno schermo da competizione
In un prodotto che parla il linguaggio della competitività pura, LG ha inserito due funzioni basate sull'IA: AI Scene Optimization, che regola automaticamente i parametri d'immagine in base al genere di gioco, e AI Sound, che promette un audio spaziale più credibile e comunicazioni vocali più chiare con le cuffie compatibili. È una scelta che cerca di allargare l'appeal del prodotto oltre la nicchia più estrema. Il rischio, però, è quello di generare aspettative sbagliate: nel gaming competitivo, le impostazioni visive sono intenzionalmente stabili e ripetibili — luminosità, contrasto e gamma vengono fissati una volta sola — e il valore sta nella coerenza, non nell'ottimizzazione dinamica. Se queste funzioni risulteranno disattivabili con facilità e si comporteranno in modo prevedibile, potranno diventare un vantaggio per l'uso quotidiano; altrimenti resteranno un elemento marginale per il target principale del monitor.
Quando e per chi
Il lancio è previsto nella seconda metà del 2026 in mercati selezionati, senza un prezzo comunicato. Questa vaghezza, nel settore dei monitor gaming, spesso anticipa due cose: un rilascio graduale che parte dai mercati con la più alta concentrazione di pubblico eSports, e un posizionamento di prezzo elevato. I monitor a 1000Hz non sono una funzione che si ammortizza su grandi volumi di vendita. In Italia, i modelli attualmente al vertice del mercato si attestano già su frequenze di 540Hz in Full HD, con prezzi da fascia alta: un riferimento utile per capire che l'acquirente tipo di questi prodotti accetta compromessi — risoluzione, dimensione, costo — in cambio di un vantaggio concreto, anche se marginale, nella propria disciplina specifica.
La domanda che i test sul campo dovranno rispondere non è la vaga «si vede la differenza?», che porta inevitabilmente a risposte emotive. È più operativa: in quali titoli, con quale sensibilità del mouse, quale velocità di rotazione e quale framerate stabile, la maggiore nitidezza in movimento riduce errori ripetuti e rende più leggibile la scena quando tutto si muove contemporaneamente. Se la risposta sarà «serve solo ai professionisti», LG avrà comunque centrato un obiettivo strategico: fissare un nuovo punto di riferimento tecnico e rendere improvvisamente ordinari i 360–540Hz, esattamente come è già accaduto in ogni precedente ondata di hardware competitivo.