Periferiche e Mobilità

Logitech studia un mouse pieghevole che rinuncia alla rotella tradizionale

Le immagini trapelate mostrano un dispositivo che si chiude completamente e usa una superficie touch al posto dello scroll wheel: una scommessa sulla portabilità estrema

Un mouse che si piega su se stesso come un libro e si infila in tasca. Nelle ultime ore sono circolate le prime immagini di un mouse wireless pieghevole firmato Logitech, diffuse inizialmente dal sito tedesco di tecnologia WinFuture e poi riprese da numerose testate. L'oggetto che emerge dalle foto non è semplicemente un mouse compatto — categoria in cui Logitech è già presente con prodotti consolidati — ma qualcosa di strutturalmente diverso: un dispositivo che cambia forma, con un profilo piattissimo quando è chiuso e una meccanica pensata per sparire nella tasca interna di uno zaino.

La proposta risponde a un problema reale: chi lavora in mobilità spesso rinuncia al mouse perché ingombra, e si adatta al trackpad del laptop anche quando non è la soluzione ideale. L'idea di fondo è che la barriera principale non sia la qualità del mouse, ma il momento in cui si decide se portarlo con sé o lasciarlo a casa.

Addio alla rotella: la scommessa più rischiosa

La scelta che colpisce di più, guardando le immagini, è l'assenza della rotella di scorrimento. Al suo posto compare quella che viene descritta come Adaptive Touch Scrolling: un'area touch centrale su cui si scorre con il dito attraverso gesture. Eliminare la rotella non è solo una scelta estetica: è una decisione che cambia il modo in cui si interagisce con il dispositivo.

La rotella meccanica è diventata nel tempo un'interfaccia quasi invisibile: funziona in modo intuitivo, restituisce un feedback fisico che aiuta la precisione e permette di passare con naturalezza da uno scorrimento lento a uno veloce. Sostituirla con una superficie capacitiva significa guadagnare spessore — il dispositivo può essere molto più sottile — ma rinunciare a quella frizione controllata che rende il gesto così prevedibile. Logitech non è nuova a esperimenti di questo tipo: nella sua storia ci sono stati prodotti con zone touch pensate per ridurre i componenti in movimento. La differenza, qui, è che lo scrolling touch non è un'opzione aggiuntiva, ma diventa il sistema principale.

Se la versione finale sarà davvero adattiva — cioè con una risposta che varia in base alla velocità del gesto — il beneficio cercato è lo stesso che si ottiene dalle rotelle più evolute: scorrere rapidamente lungo un documento lungo e, allo stesso tempo, mantenere controllo preciso su fogli di calcolo o timeline di montaggio. Ma senza riscontro fisico, la qualità dell'algoritmo di risposta diventa determinante: un touch scrolling mal calibrato si nota subito, e tende a stancare.

Senza la rotella, la qualità del software decide se il mouse funziona davvero

Il confronto inevitabile con Microsoft Arc

Il riferimento storico più immediato è il Microsoft Arc Mouse, un prodotto che si appiattisce per il trasporto e si incurva per l'uso. Arc ha dimostrato che un mouse che cambia forma può essere desiderabile per chi lavora in movimento, ma ha anche messo in luce due punti critici: la rigidità strutturale nel tempo e la coerenza del meccanismo di attivazione. Nelle community di utenti, Arc viene spesso discusso proprio per la sensazione di flessione durante l'uso e per la variabilità del touch scrolling quando la mano esercita pressione asimmetrica sul corpo del mouse.

Il design trapelato di Logitech sembra rispondere a quel limite con una chiusura completa e piatta: non si appiattisce parzialmente, si richiude del tutto, riducendo il rischio che si attivi accidentalmente in borsa o che si deformi durante l'uso. Il problema, però, si sposta: un meccanismo di chiusura completa implica una cerniera o un elemento elastico più sollecitato rispetto a una soluzione che si limita a flettere. In altre parole, la portabilità estrema quasi sempre concentra lo stress meccanico in un punto preciso, e questo diventa una questione di durata nel lungo periodo.

A chi serve davvero un mouse che si piega

Logitech presidia già il segmento dei mouse portatili con due famiglie distinte. La linea Pebble punta su leggerezza, silenziosità e profilo sottile — un mouse compatto come il Pebble 2 M350s si trova sul canale ufficiale Logitech Italia intorno ai 25,99 euro, e nella grande distribuzione può scendere a circa 19,99 euro in promozione. La famiglia MX Anywhere si rivolge invece a chi vuole prestazioni da mouse da scrivania in formato ridotto. Un pieghevole ultracompatto, se arriverà davvero sul mercato, non si posiziona contro questi prodotti: punta su un utente diverso, più vicino a chi oggi usa solo il trackpad per comodità e porta un mouse con sé solo quando sa che dovrà lavorare seriamente.

Nel 2026 il lavoro ibrido è infrastruttura consolidata: laptop sottili, sessioni che cambiano luogo più volte al giorno, tablet usati come secondo schermo. In questo contesto, un mouse che entra davvero in tasca — e che, secondo alcune ricostruzioni, potrebbe supportare la connessione a più dispositivi via Bluetooth — si inserisce in una logica precisa: passare da notebook a tablet senza dover ricollegare nulla, riducendo l'attrito nella giornata lavorativa. Logitech spinge questa filosofia multi-device da anni su tutta la fascia alta del suo catalogo.

Il mouse pieghevole punta su chi oggi lascia il mouse a casa per non portarsi troppo

Portabilità e compromessi fisici

Le immagini mostrano un corpo simmetrico, utilizzabile sia con la mano destra che con la sinistra. È una scelta che allarga il pubblico potenziale eliminando una limitazione tipica dei mouse da viaggio più curati, spesso ergonomici ma costruiti solo per i destrimani. Un design ambidestro, però, implica rinunciare alle forme sagomate che migliorano il controllo su sessioni lunghe: niente appoggiapalmo rialzato, niente scassi laterali per le dita. Un mouse piatto e tascabile tende ad alzare il polso in modo diverso rispetto a uno tradizionale, ed è perfetto per due ore su un treno ma può diventare meno confortevole per otto ore alla scrivania. Non è un difetto di progettazione: è un vincolo fisico insito nel formato, e la domanda è quanto Logitech riesca a spostare quel limite.

Sul fronte dei prezzi, la fascia base della portabilità è già accessibile, il che crea una pressione verso l'alto per un prodotto con meccanica dedicata e superficie touch. Per un'azienda che nell'ultimo anno fiscale disponibile ha registrato vendite nette per 4,55 miliardi di dollari e un utile netto di circa 631,5 milioni, prodotti come questo non servono a fare volumi: servono a mantenere rilevante il catalogo e a presidiare nicchie che, quando cambiano le abitudini di lavoro, diventano mainstream.

Il software è metà del prodotto

Un leak, per definizione, lascia aperti molti buchi: prezzo definitivo, data di lancio, disponibilità europea, autonomia della batteria, qualità del sensore. Ma la variabile più importante, su un prodotto come questo, è il software. Lo scrolling touch funziona bene solo se è supportato da una curva di accelerazione credibile, da un filtro efficace contro gli input involontari — il pollice che sfiora la zona centrale mentre si clicca — e da una gestione pulita dei gesti su sistemi operativi diversi. Logitech ha un vantaggio su questo fronte: la familiarità con profili multi-piattaforma e l'esperienza accumulata con i propri strumenti di configurazione. Il rischio, però, è l'opposto: un mouse portatile si compra spesso proprio per evitare complicazioni, e se l'esperienza migliore richiede un'app o driver aggiuntivi, una parte del pubblico preferirà restare sul classico.

Il vero banco di prova, quando il prodotto uscirà dalla fase di leak, sarà il comportamento nelle situazioni in cui il trackpad mostra i suoi limiti: selezione precisa di testo, trascinamento su interfacce dense, editing di fogli di calcolo, fotoritocco in mobilità. Se il pieghevole Logitech riesce a offrire un controllo paragonabile a un mouse tradizionale, diventa un oggetto che sostituisce davvero qualcosa. Se invece è soprattutto un esercizio di design, rischia di essere molto amato da chi viaggia spesso e poco usato da chi lavora a lungo. La portabilità negli accessori segue cicli: periodi in cui vince il minimalismo e periodi in cui tornano peso e prestazioni. Il fatto che Logitech stia esplorando un mouse che si chiude completamente e rinuncia alla rotella dice che, in questa fase, l'azienda ha scelto da che parte stare.