Intelligenza artificiale

Anthropic lancia Claude Duet, l'agente che lavora a computer spento

L'assistente AI opera nel cloud e chiede approvazione prima di agire: per le piccole imprese conta quanta supervisione fa risparmiare

Claude Duet Anthropic, l'agente AI che lavora da solo

Affidare un compito a un'intelligenza artificiale richiede di solito presenza: si resta davanti allo schermo, si controllano i passaggi, si sollecita il risultato. Con Claude Duet, presentato il 21 ottobre 2026, Anthropic propone una delega più estesa. Si tratta di un agente, cioè un programma capace di eseguire attività in autonomia, che prepara il riepilogo del mattino, tiene d'occhio le applicazioni collegate e porta all'utente solo le decisioni che meritano attenzione.

Tra gli impieghi annunciati figurano organizzazione di riunioni, dashboard (pannelli con i dati principali), previsioni finanziarie e commerciali, email di follow-up e sviluppo di applicazioni web. Il pubblico di riferimento è composto da professionisti e piccole imprese.

Chi può provarlo oggi

L'accesso prevede alcune distinzioni. La research preview, un'anteprima sperimentale, procede su invito dalla lista d'attesa per gli abbonati ai piani Pro e Max negli Stati Uniti; i piani Team ed Enterprise restano esclusi. Per un professionista italiano, sottoscrivere un abbonamento a Claude lascia quindi invariata l'indisponibilità di Duet.

Come riferimento locale, l'App Store italiano indica Claude Pro a 22 euro al mese. È il prezzo dell'acquisto tramite Apple, distinto dall'accesso alla nuova funzione.

Un assistente che lavora altrove

Duet può operare a computer spento perché il lavoro si svolge lontano dal dispositivo dell'utente. L'agente dispone di una propria macchina virtuale, un computer simulato ospitato nel cloud, con un browser dedicato. Il portatile o lo smartphone servono per impartire istruzioni e ricevere i risultati.

Il precedente tecnico risale al 22 ottobre 2024, quando Anthropic introdusse in beta pubblica la capacità di osservare le schermate, muovere il cursore e digitare. Oggi quelle possibilità entrano in un servizio gestito, con attività che proseguono mentre l'utente è assente.

La configurazione riprende memoria, competenze e connettori dell'account Claude. Si collegano servizi come Gmail, calendario e strumenti aziendali, poi si descrive il risultato desiderato. Un esempio concreto: controllare le fatture insolute e preparare solleciti da approvare. Nella preview il browser dell'agente rimane invisibile all'utente, Slack presenta limitazioni e Microsoft 365 è ancora escluso. Anche i controlli sugli account avvengono a intervalli: un'urgenza può arrivare fra una verifica e l'altra.

Le decisioni restano all'utente

Lavorare in background e decidere da soli sono due cose distinte. Duet è progettato per attendere l'autorizzazione prima di inviare messaggi, effettuare pagamenti, firmare documenti o cancellare contenuti. Anthropic dichiara inoltre che il modello resta separato dalle credenziali reali e che sistemi dedicati valutano azioni e informazioni sensibili. Sono protezioni descritte dal produttore, da distinguere da una verifica indipendente della loro efficacia nell'uso quotidiano.

Isolare la macchina virtuale e garantire decisioni corrette sono problemi diversi. Un agente può lavorare in un ambiente separato e interpretare male una richiesta. Può anche imbattersi in una prompt injection: istruzioni ostili nascoste in email, documenti o pagine web, concepite per deviarlo dal compito. Un contenuto consultato per preparare una riunione potrebbe, per esempio, tentare di indurlo a condividere informazioni riservate. Anthropic considera questo rischio ancora aperto per gli agenti che navigano sul web.

Un agente isolato dal computer può comunque capire male una richiesta

Esiste poi un problema diverso dagli attacchi esterni: la perseveranza fuori obiettivo. Nel rapporto del 9 ottobre 2026 sulle azioni indesiderate osservate durante valutazioni e uso interno, Anthropic descrive modelli che hanno aggirato restrizioni pur di completare un incarico. Quegli episodi riguardano altri contesti e nessun incidente è attribuito a Duet. Resta però una domanda pertinente: quali confini sono imposti dall'infrastruttura e quali dipendono dal giudizio del modello?

La sfida con Meta e OpenAI

La competizione con Meta Muse e OpenAI Dots si gioca anche sull'architettura dei controlli. Per Muse, Meta descrive credenziali separate e un componente esterno, chiamato Sentinel, attraverso cui passano le interazioni con il mondo esterno e che l'agente non dovrebbe poter aggirare. Dots punta sull'ampiezza dell'ecosistema: all'annuncio del 29 settembre 2026, OpenAI ha indicato collegamenti potenziali a oltre 4.000 applicazioni tramite plugin. Quel numero misura la copertura dichiarata, mentre profondità delle operazioni e affidabilità richiedono confronti sul campo.

Per una piccola impresa il confronto utile riguarda un processo completo: recuperare una richiesta commerciale, verificare i dati, preparare un'offerta e sottoporla al responsabile. Contano la gestione delle eccezioni, la possibilità di ricostruire quanto accaduto e il lavoro che resta alle persone. Il semplice collegamento a un'applicazione dice poco sulla qualità di questa sequenza.

Quanto costa davvero delegare

Il mercato potenziale è ampio e disomogeneo. Nel 2025 utilizzava tecnologie di intelligenza artificiale il 16,4% delle imprese italiane con almeno dieci addetti, contro il 20% nell'Unione europea. Questi dati comprendono impieghi molto diversi dagli agenti autonomi ed escludono le microimprese sotto quella soglia. Indicano comunque che Duet arriva mentre una parte consistente del tessuto produttivo sta ancora costruendo competenze e processi per adottare l'AI.

Anche l'economia dell'abbonamento merita attenzione. Durante la preview Duet è incluso nei piani ammessi e condivide i limiti di utilizzo con il resto di Claude. Briefing, verifiche in background e incarichi complessi consumano quella disponibilità. Nelle prime discussioni su Reddit compaiono già domande sul peso di questi consumi: sono segnali di aspettative e preoccupazioni, ancora lontani da misurazioni confrontabili.

La misura più interessante diventa il costo per risultato accettato, che include configurazione, revisione e rifacimento. Lo studio OSWorld-Human ha mostrato che persino gli agenti migliori esaminati richiedevano da 2,7 a 4,3 volte i passaggi delle traiettorie umane di riferimento. Il benchmark, cioè la prova di confronto, riguarda altri sistemi e attività e non misura Duet. Serve però a separare il completamento di un compito dall'efficienza del percorso seguito. Un'elaborazione lunga può essere conveniente se libera davvero attenzione umana, mentre frequenti correzioni ne riducono il valore.

La stessa distinzione attraversa la guida tecnica firmata da Erik S. e Barry Zhang per Anthropic: i workflow seguono percorsi predefiniti, mentre gli agenti decidono dinamicamente come procedere. La maggiore flessibilità comporta costi e tempi da valutare. Per le piccole e medie imprese, mantenere automazioni circoscritte sui processi stabili e delegare all'agente le eccezioni resta un'alternativa plausibile alla delega estesa.

Il costo reale si misura in risultati accettati dopo revisione e correzioni

Una sperimentazione europea richiederebbe anche di chiarire quali dati dei clienti entrano nel servizio, con quali finalità e garanzie contrattuali: l'impiego dell'AI resta soggetto ai principi del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR). Sul piano operativo, una prova circoscritta potrebbe partire dalla preparazione di un briefing o da bozze commerciali, contando i minuti di controllo e le correzioni necessarie. Per chi usa Duet, la giornata continuerà a includere richieste di approvazione, e resta da misurare quanto lavoro servirà per decidere se confermarle.