Streaming & prezzi

Netflix alza ancora i prezzi negli USA e consolida la sua strategia sui margini

Il piano Standard senza pubblicità sale a 20 dollari, il Premium a 27. Un rincaro che racconta molto di più di qualche dollaro in più al mese

Netflix ha annunciato un nuovo aumento dei prezzi negli Stati Uniti. Il meccanismo è ormai rodato: il rincaro scatta subito per i nuovi abbonati, mentre chi è già cliente riceve una comunicazione via email con almeno un mese di anticipo prima che il nuovo importo compaia sulla carta di credito. Qualche dollaro in più al mese, in apparenza poca cosa, ma su un servizio che molte famiglie trattano come una spesa fissa quanto l'elettricità, l'impatto si sente — e dice qualcosa di preciso su dove sta andando il mercato dello streaming.

I nuovi prezzi nel dettaglio

Il piano Standard con pubblicità passa da 8 a 9 dollari al mese. Lo Standard senza pubblicità sale da 18 a 20 dollari. Il Premium — qualità video massima, più schermi simultanei — arriva a 27 dollari, contro i 25 precedenti. Aumenta anche il costo per aggiungere un utente esterno al nucleo familiare: 8 dollari sul piano con pubblicità (prima erano 7), 10 dollari sugli altri piani. La giustificazione ufficiale è quella degli ultimi anni: maggiore valore per gli utenti, reinvestimento in contenuti e miglioramento del prodotto.

Ma la parte più interessante non è quanto costano i singoli piani, bensì come sono costruiti i rapporti tra loro. Netflix sta usando la distanza di prezzo tra il piano con pubblicità e quello senza come leva psicologica, non solo come distinzione di servizio. Con lo Standard ad-free a 20 dollari, l'opzione con pubblicità a 9 dollari smette di sembrare un compromesso e diventa una scelta del tutto razionale — soprattutto per chi è attento ai costi o tende ad attivare e disattivare gli abbonamenti nel corso dell'anno.

La pubblicità vale quasi quanto un abbonamento

La pubblicità, in questo modello, non è un accessorio: è una seconda fonte di ricavi strutturale. Netflix ha dichiarato nel 2025 che il piano con pubblicità ha raggiunto 94 milioni di utenti attivi mensili a livello globale — un numero che indica chiaramente che la fase sperimentale è chiusa. Alzare il prezzo di quel piano da 8 a 9 dollari non è un aggiustamento inflazionistico qualunque: è il segnale che l'azienda ritiene quel segmento abbastanza solido da reggere un ritocco senza perdere abbonati in modo significativo.

Resta però una tensione reale: il piano con pubblicità deve avvicinarsi al ricavo per utente generato dai piani senza pubblicità, altrimenti il rischio è che troppi abbonati scelgano il livello più economico, erodendo i margini complessivi. È un equilibrio delicato, e ogni aumento è anche un test su quanto gli utenti siano disposti a tollerare prima di cambiare piano o piattaforma.

Netflix usa i prezzi per spostare gli utenti dove vuole, non solo per guadagnare di più

Il capitolo condivisione degli account non è chiuso

L'aumento del costo per aggiungere un utente esterno al proprio abbonamento va letto come un ulteriore capitolo della lunga storia della lotta alla condivisione delle password, che negli ultimi anni ha profondamente cambiato il modo in cui molte persone ragionano sulla spesa streaming. Con l'extra-member a 10 dollari sui piani senza pubblicità, la condivisione