AirPods 5, Apple porta la cancellazione del rumore su tutti i modelli base
Con gli AirPods 5 Apple elimina l'ANC dalla fascia premium e lo rende standard, con autonomia migliorata, resistenza IP57 e nuovi controlli gestuali
Il 9 settembre 2026 Apple ha presentato gli AirPods 5 con un messaggio preciso: la cancellazione attiva del rumore non è più una caratteristica riservata ai modelli Pro, ma diventa il punto di partenza dell'intera linea. Una scelta ambiziosa, perché si parla di auricolari open-ear — quelli senza gommini che si appoggiano all'orecchio senza sigillarlo — dove l'efficacia della riduzione del rumore dipende molto di più dall'anatomia di chi li indossa, da come poggiano sull'orecchio e dal tipo di ambiente circostante. Su questo terreno variabile si gioca la differenza tra un aggiornamento che si percepisce davvero e uno che rimane sulla carta.
Il 50% in più non è silenzio assoluto
Il numero che Apple mette in primo piano è una riduzione del rumore fino al 50% superiore rispetto agli AirPods 4 con ANC. Vale la pena capire cosa significa concretamente. L'orecchio non ragiona in percentuali, e la cancellazione non agisce in modo uniforme su tutte le frequenze sonore: le basse frequenze (come il rombo di un motore o il rumore di fondo della metropolitana) sono quelle che l'ANC gestisce meglio, mentre i rumori acuti e improvvisi restano più difficili da attenuare. Il dato di Apple va letto quindi come indicazione di direzione, non come garanzia di esperienza uguale per tutti.
Quello che cambia nell'approccio è la natura dell'ANC stesso: non più un semplice interruttore acceso/spento, ma un comportamento adattivo, capace di modulare la propria intensità in base all'ambiente. In pratica, il sistema legge continuamente il contesto acustico e regola l'attenuazione di conseguenza. Nei contesti d'uso più comuni — metropolitana, autobus, ufficio open space, bar, aereo — il beneficio principale non è il silenzio totale, ma la riduzione della cosiddetta fatica d'ascolto: con meno rumore di fondo, si tende ad alzare meno il volume per seguire un podcast o una chiamata, e questo nel tempo ha un effetto misurabile sul benessere uditivo.
Il punto critico rimane però strutturale: senza gommini, gli auricolari open-ear non offrono isolamento passivo, quella barriera fisica che — nei modelli in-ear sigillati — già da sola blocca una parte significativa del rumore esterno prima che l'elettronica debba intervenire. Il risultato è che chip, microfoni e algoritmi devono lavorare di più, e l'esperienza finale resta più variabile. Nelle community online la domanda più ricorrente non riguarda le specifiche tecniche, ma qualcosa di molto più concreto: si nota davvero in metro o in aereo?
La vera sfida dell'ANC senza gommini è che nessun chip può compensare del tutto la fisica
IP57, una sigla che vale più di quanto sembra
Il secondo miglioramento è meno appariscente ma più immediato nella vita di tutti i giorni: la certificazione IP57, contro la IP54 della generazione precedente. Il codice IP — definito dallo standard internazionale IEC 60529 — descrive il grado di protezione di un dispositivo contro solidi (polvere) e liquidi. Il primo numero indica la resistenza alla polvere (5 significa protezione parziale, 6 totale), il secondo la resistenza all'acqua (4 significa protezione dagli schizzi, 7 significa immersione fino a un metro per 30 minuti). Detto in modo semplice: gli AirPods 5 reggono meglio alla pioggia, al sudore durante l'allenamento e agli incidenti quotidiani. Non sono impermeabili in ogni scenario, ma la soglia di tolleranza si alza in modo significativo — e questo fa la differenza tra auricolari che si usano senza pensarci e auricolari che si trattano con cautela.
Controllare il volume senza prendere il telefono
Sul fronte dell'usabilità, la novità più concreta sono le gesture di scorrimento sullo stelo per regolare il volume: uno swipe verso l'alto o verso il basso, reso possibile da un sensore di forza integrato, sostituisce il gesto di prendere il telefono dalla tasca. Rimane anche il controllo tramite pressione già presente nelle versioni precedenti. È il tipo di miglioramento che sembra secondario finché non ti trovi a dover gestire il volume a mani occupate, in strada o in stazione: ridurre questa frizione cambia la sensazione complessiva di quanto gli auricolari siano sempre pronti all'uso. Anche in questo caso, Apple porta verso il basso un comportamento che fino ad ora era prerogativa dei modelli superiori.
L'autonomia cresce di un'ora rispetto agli AirPods 4 con ANC, arrivando a fino a 5 ore di ascolto con cancellazione attiva del rumore (nel modello con custodia di ricarica wireless). Un incremento che non stravolge la giornata, ma che conta: l'autonomia con ANC acceso è quella che si esaurisce prima, perché la modalità è energivora, ed è quella su cui si misurano le differenze tra generazioni in uso reale.
Ricaricare senza pensarci
La custodia aggiorna le opzioni di ricarica: supporto ai caricabatterie per Apple Watch, standard Qi (la ricarica wireless più diffusa) e cavo USB-C. Per chi ha già una scrivania con pad di ricarica o un comodino attrezzato, significa poter appoggiare la custodia agli stessi accessori già presenti, senza aggiungere cavi. Quando un oggetto si ricarica dove capita, smette di essere qualcosa a cui pensare — e questo trasforma un dato tecnico in un'abitudine.
Apple sta legando sempre più strettamente l'hardware audio a funzionalità software, trasformando gli AirPods in qualcosa di più di un riproduttore audio. Nella comunicazione ufficiale emerge l'idea di auricolari come interfaccia intelligente, con funzioni basate su Apple Intelligence — il sistema di intelligenza artificiale integrato nell'ecosistema Apple — tra cui la traduzione in tempo reale. Il confronto non si gioca più solo sulla qualità del suono, ma su quanto gli auricolari abbassano l'attrito in situazioni reali: capire qualcuno che parla un'altra lingua, gestire una chiamata, interagire con il telefono senza toccarlo.
Gli AirPods 5 non competono solo sul suono, ma sull'esperienza complessiva dentro l'ecosistema Apple
Una mossa di mercato, non solo di prodotto
Questa strategia si legge meglio con i numeri del settore. Secondo Counterpoint Research, Apple è proiettata a mantenere la leadership nel mercato globale degli auricolari TWS con una quota stimata del 21% nel terzo trimestre del 2025. In un mercato ormai maturo, dove la crescita non viene più dall'acquisizione di nuovi utenti ma dalla sostituzione dei dispositivi già in uso, rendere più forte il modello base è un modo per proteggere quella posizione senza dipendere esclusivamente dalla fascia alta.
Vale la pena aggiornare?
Per chi già possiede gli AirPods 4, la risposta dipende dal profilo d'uso. Se l'ANC è una funzione quotidiana — tragitto casa-lavoro, ufficio rumoroso, viaggi frequenti — il miglioramento promesso e l'ora in più di autonomia nella modalità più esigente sono esattamente i due punti che possono spostare l'esperienza in modo percepibile. Se invece la cancellazione del rumore è un'opzione che si attiva raramente, la differenza diventa più sottile e si riduce a elementi come la comodità delle nuove gesture o la maggiore resistenza garantita dall'IP57.
Chi arriva da modelli più datati si trova in una situazione diversa: la somma di aggiornamenti — ANC più efficace, controlli più completi, resistenza superiore, ricarica più flessibile — tende a tradursi in un salto immediatamente percepibile, perché aggiorna insieme le tre cose che contano nell'uso quotidiano: quanto isolano, quanto sono facili da gestire al volo, quanto si possono usare senza preoccuparsene.
In Italia gli AirPods 5 sono disponibili in due varianti dal 18 settembre 2026: 149 euro per il modello base, 169 euro per quello con custodia di ricarica wireless. Il messaggio di prezzo è coerente con la strategia: l'ANC non deve più essere il gradino che obbliga a spendere significativamente di più; diventa il punto di partenza, mentre la differenza di prezzo si sposta su comodità (ricarica wireless) e usabilità (gesture per il volume).
Resta la variabile che nessun annuncio può risolvere in anticipo: l'ANC open-ear è una promessa che si verifica sul campo. Se i test indipendenti confermeranno un miglioramento netto nei rumori più tipici — traffico, treni, ventilazione, brusio da ufficio — gli AirPods 5 diventeranno rapidamente il riferimento consigliabile nella categoria. Se la differenza si farà sentire solo in condizioni favorevoli o con una geometria d'orecchio ideale, la risposta tornerà inevitabilmente sul terreno del dipende
: dal tuo orecchio, dal tuo tragitto, da quanto usi davvero l'ANC nei momenti in cui il mondo intorno a te non smette di fare rumore.