Auricolari & Audio

Bose lancia auricolari cablati USB-C con cancellazione attiva del rumore

Niente batteria interna, niente abbinamento Bluetooth: i nuovi Bose si alimentano direttamente dallo smartphone, ma a 99 dollari il prezzo italiano resta da definire

Bose Noise Cancelling Wired Earbuds: auricolari USB-C con ANC

C'è chi non sopporta l'ansia da batteria scarica degli auricolari wireless e chi, semplicemente, vuole collegarli e dimenticarsi del resto. Bose ha pensato a loro con i Noise Cancelling Wired Earbuds, auricolari con filo dotati di cancellazione attiva del rumore e connettore USB-C. Sul sito statunitense Bose sono disponibili in preordine a 99 dollari; il prezzo per il mercato italiano non è ancora stato comunicato.

Un ritorno con una logica precisa

Bose non è nuova agli auricolari in-ear con cancellazione del rumore. I QuietComfort 20 avevano già percorso questa strada, ma appartenevano all'epoca del jack audio da 3,5 mm e richiedevano una batteria propria per alimentare l'elettronica di riduzione del rumore. Il salto generazionale sta proprio qui: nei nuovi auricolari tutta l'energia necessaria — compresa quella per la cancellazione attiva — arriva direttamente dal dispositivo collegato tramite USB-C. L'utente non deve ricaricare nulla, anche se una piccola quota di consumo ricade sulla batteria dello smartphone o del tablet a cui sono connessi.

Rispetto agli auricolari economici con filo, che si limitano a trasmettere il segnale audio senza elaborarlo, e rispetto ai modelli Bluetooth che dominano il mercato, questa proposta occupa uno spazio intermedio e abbastanza inedito: cablata, ma con funzioni attive.

Come funziona la cancellazione del rumore

La cancellazione attiva del rumore — spesso indicata con la sigla ANC — funziona attraverso microfoni che captano i suoni dell'ambiente e un processore che genera un segnale opposto per neutralizzarli. I gommini in silicone, che sigillano fisicamente l'orecchio, completano il lavoro bloccando le frequenze più alte che l'elettronica fatica ad attenuare. Sul telecomando integrato nel cavo si può scegliere tra tre modalità: Quiet, che attiva la cancellazione; Aware, che lascia filtrare i suoni esterni; e ANC Off, per chi vuole semplicemente ascoltare senza filtri.

La modalità Aware è utile, per esempio, quando si viaggia in treno e si vuole sentire l'annuncio di una fermata senza togliersi gli auricolari. Va però usata con attenzione in situazioni che richiedono piena consapevolezza dell'ambiente circostante, perché non sostituisce l'ascolto diretto.

Il cavo elimina la batteria, ma sposta il consumo energetico sullo smartphone collegato

Vestibilità e dettagli pratici

Gommini e alette stabilizzatrici di misure diverse permettono di adattare la vestibilità alla forma dell'orecchio. Non è un dettaglio trascurabile: una buona tenuta migliora la resa dei bassi e l'isolamento acustico passivo, mentre una misura sbagliata rende scomodo l'uso prolungato. Il telecomando fisico sul cavo gestisce volume, riproduzione, chiamate e modalità di ascolto, evitando i tocchi sulle superfici degli auricolari, spesso imprecisi. La certificazione IPX4 garantisce resistenza a schizzi e sudore, ma non all'immersione in acqua. Bose include anche una custodia rigida per riporre gli auricolari: con un cavo da gestire, averla è più utile che con i modelli wireless.

I vantaggi del filo e i suoi limiti

Il collegamento cablato elimina tre dei problemi tipici del Bluetooth: niente abbinamento da ripetere, niente batteria interna da tenere carica, e una latenza molto bassa — ovvero un ritardo minimo tra l'immagine e il suono, apprezzabile soprattutto nei videogiochi e nel montaggio video. Il microfono nel cavo è sufficiente per le chiamate, anche se la resa in ambienti rumorosi andrà verificata sul campo.

Il filo porta però con sé i suoi compromessi. Durante una corsa o negli spostamenti con il telefono spesso in mano, il cavo può impigliarsi. E occupa la porta USB-C, che potrebbe servire contemporaneamente per ricaricare il dispositivo. Chi usa adattatori o hub dovrà anche verificare la compatibilità: Bose avverte che gli adattatori non conformi allo standard USB potrebbero non alimentare correttamente le funzioni degli auricolari. Prima di acquistare conviene quindi ragionare sull'intera catena di utilizzo — smartphone, computer, eventuali accessori — soprattutto se si intende passare da un dispositivo all'altro.

Qualità audio: cosa è confermato e cosa no

Il collegamento via cavo evita i problemi di stabilità del segnale tipici del Bluetooth, ma questo da solo non garantisce una qualità audio superiore a un buon modello wireless. Contano molto di più la qualità del driver, la registrazione della sorgente e la tenuta nell'orecchio. Alcune caratteristiche citate nella presentazione del prodotto — come la riproduzione lossless, l'audio a 24 bit o la compatibilità con lo standard UAC2 — non trovano conferma nella scheda tecnica ufficiale Bose. Sono elementi che andrebbero verificati prima di considerarli criteri d'acquisto.

Il cavo riduce la latenza, ma non basta da solo a garantire un audio migliore del wireless

Un mercato che non ha abbandonato il filo

L'interesse per gli auricolari con cavo non è scomparso, soprattutto tra i più giovani. Secondo i dati di vendita pubblicati da Galaxus e Digitec, il 43% degli acquisti di cuffie nella fascia più giovane della clientela riguarda modelli con cavo. Il dato descrive gli acquisti presso quel rivenditore, non l'intero mercato, e include anche modelli ibridi; va quindi letto come segnale di tendenza, non come fotografia del settore. Tim Busslinger, responsabile dell'assortimento cuffie, individua tra le motivazioni lo stile, il prezzo, la qualità percepita e il fastidio per la ricarica continua.

Il wireless resta però dominante su scala globale. Secondo Omdia, gli auricolari completamente senza fili hanno raggiunto 82,1 milioni di unità spedite nel secondo trimestre del 2026. In questo contesto, il prodotto Bose è una scelta mirata per un pubblico specifico, non un'alternativa di massa al Bluetooth.

Sul mercato italiano esistono già auricolari USB-C cablati a prezzi più contenuti, come gli EarPods Apple e gli IER-EX15C Sony. Bose prova a distinguersi aggiungendo la cancellazione attiva del rumore, la modalità ambientale e la vestibilità regolabile: funzioni che giustificano il prezzo solo se vengono effettivamente usate con regolarità.

Per chi lavora molte ore alla scrivania o viaggia spesso con un dispositivo USB-C, il compromesso può avere senso: auricolari sempre pronti, senza pensare alla carica, con la possibilità di attenuare il rumore intorno. Quanto vale quella comodità in Italia, però, dipenderà da un prezzo locale ancora da annunciare.