Jawbreaker, clone di Pac-Man per computer Atari 8-bit

Jawbreaker screenshot
Jawbreaker (1981) Atari 400 / 800

Jawbreaker è un videogioco programmato da John Harris e pubblicato dalla On-Line Systems nel 1981 per Atari 400/800. Non sarebbe giusto considerare Jawbreaker un semplice clone di Pac-Man, c'è una storia dietro che vale la pena di raccontare.

Home Computer e videogiochi

John Harris era poco più che adolescente quando decise che doveva possedere un home computer. Riuscì a mettere da parte i soldi per un Commodore PET ma il commesso del negozio gli disse che era roba da sfigati: quel computer non andava bene neanche per le esigenze di uno studente squattrinato come lui.
In realtà, il Commodore PET aveva delle caratteristiche che piacevano a John Harris, di sicuro lo preferiva all'Apple II.

Il computer di Wozniak, verso la fine degli anni '70, era la macchina di riferimento: i limiti hardware dell'Apple II e i trucchi software per aggirarli sembravano una caratteristica apprezzata dagli hacker. A Harris invece non piacevano i contorsionismi per fare delle cose potenzialmente semplici. Il vantaggio che l'Apple II aveva sui concorrenti Commodore PET e Tandy Radio Shack TRS-80 era l'espandibilità e sopratutto la grafica a colori, caratteristica che lo rese inizialmente popolare anche per i videogiochi.

Player / Missile Graphics

Poi finalmente arrivarono gli home computer di Atari e tutto cambiò.
Atari 400 e Atari 800 condividevano la stessa piattaforma hardware che per la prima volta faceva uso di coprocessori per gestire grafica e sonoro.
Questi home computer, in configurazione base, avevano poca memoria ma avevano il vantaggio di poter eseguire i giochi su cartuccia, come una console.
Nel 1979, le capacità grafiche e sonore di un economico Atari 400 erano due spanne sopra qualsiasi altro computer disponibile all'epoca. Harris iniziò a programmare in BASIC su un Atari 800 ma ben presto si rese conto che per sfruttarlo a fondo avrebbe dovuto imparare il linguaggio assembler e le routine dedicate per sfruttare il chip grafico GTIA / ANTIC del computer Atari.

Quando la On-Line System (che avrebbe poi assunto il nome di Sierra On-Line) di Ken e Roberta Williams decise di iniziare a pubblicare giochi anche per il nuovo Atari 400/800, il giovane John Harris venne assunto come programmatore esperto di quel sistema. I primi giochi per i computer Atari non sfruttavano pienamente l'hardware a disposizione: erano quasi tutte conversioni di videogame già esistenti per Apple II e i programmatori si limitavano ad utilizzare le stesse istruzioni in linguaggio macchina del microprocessore MOS Technology 6502, utilizzato da entrambe le macchine.

John Harris sapeva di poter fare molto meglio e disse a Ken Williams che avrebbe riscritto da zero una versione di Pac-Man per l'Atari 400/800 in grado di sfruttare il coprocessore grafico che consentiva la gestione degli sprite (player/missile graphics). Ken Williams gli offrì vitto e alloggio vicino alla sede della On-Line Systems, sperduta in mezzo alle montagne della California, e una royalty pari al 30% dei profitti derivanti dalle vendite dei suoi giochi.

La conversione di Pac-Man

Come raccontato da Steven Levy nel famoso libro "Hackers", nel giro di poche settimane Harris realizzò una versione di Pac-Man praticamente perfetta, molto fedele all'originale gioco arcade di Namco. La conversione era talmente buona che Ken Williams esclamò: "Non possiamo pubblicarlo, è troppo simile a Pac-Man!"
On-Line Systems non possedeva infatti i diritti ufficiali su Pac-Man. All'epoca la legislatura in materia di videogiochi praticamente ancora non esisteva; i diritti d'autore e la proprietà intellettuale erano applicate per tutelare il nome del videogame e gli eventuali personaggi, non certo le maccaniche di gioco o il design dei livelli. Le software house di terze parti di solito non si ponevano troppi problemi e pubblicavano conversioni di giochi famosi limitandosi a cambiarne il nome.

Atari vs On-Line Systems

Atari aveva acquistato i diritti per la versione casalinga di Pac-Man e la On-Line Systems, su saggia decisione di Ken Williams, propose l'acquisto del gioco programmato da John Harris. In questo modo, Atari avrebbe avuto la sua eccellente versione di Pac-Man, molto migliore di quella sviluppata internamente, e la On-Line Systems avrebbe comunque ottenuto un guadagno.
Ma quando i dirigenti di Atari proposero a Ken Williams delle royalties ridicole, nell'ordine del 5%, quest'ultimo ritirò l'offerta, rischiando l'inevitabile battaglia legale che quella sua mossa avrebbe comportato.

Jawbreaker

Fu così che il Pac-Man di John Harris venne battezzato Jawbreaker (il nome deriva da un tipo di caramella dura, letteralmente "spaccadenti") e subì qualche ritocco grafico per differenziarsi dall'originale. Il caratteristico Pac-Man giallo mangiapalline venne sostiuito da una dentiera ticchettante, i fantasmini vennero rimpiazzati da smile... il nuovo improbabile copione si basava sulla prevenzione dentale: a fine quadro appariva uno spazzolino che puliva la dentiera. Per il resto Jawbreaker era virtualmente identico a Pac-Man, con la stessa meccanica di gioco. L'ambientazione diversa messa in evidenza nella copertina del gioco non si rifletteva nella grafica del gioco, visto che la risoluzione di soli 160x96 pixel non permetteva di aggiungere troppi dettagli.

Quando la Atari citò in giudizio la On-Line Systems per plagio, anche John Harris fu chiamato a testimoniare: disse che aveva programmato Jawbreaker con routine grafiche di sua invenzione e che il suo software girava su un hardware totalmente differente dalla versione arcade di PacMan.
Nonostante le evidenti somiglianze il giudice dette ragione alla On-Line Systems che potè così continuare a distribuire Jawbreaker per i computer Atari 8-bit.
In seguito il gioco venne portato anche Apple II, Commodore 64 e TI-99/4A.
Esiste anche una versione di Jawbreaker per Atari 2600, prodotta dalla Tigervision, ma a causa dei limiti tecnici della console si tratta di un gioco profondamente differente che poco ha a che fare con l'originale.

Jawbreaker fu una hit del 1982 e John Harris, appena ventenne, incassava migliaia di dollari al mese di royalties mentre iniziava a programmare un altro capolavoro di conversione, Frogger.



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