Stretta USA sull’export di macchinari per chip verso la Cina
Una proposta bipartisan mira a bloccare la vendita di strumenti avanzati per la produzione di semiconduttori a colossi cinesi come SMIC e Huawei.
Gli Stati Uniti si preparano a rafforzare ulteriormente i controlli sull’export di wafer fabrication equipment (WFE), ovvero macchinari avanzati per la produzione di semiconduttori, verso alcune delle principali aziende cinesi tra cui SMIC, Huawei, CXMT e YMTC. Una proposta di legge bipartisan, chiamata MATCH Act, mira a estendere e rendere più stringenti le attuali restrizioni, spostando il focus dai singoli impianti alle aziende e alle loro affiliate.
Attualmente, le esportazioni sono regolamentate in base agli stabilimenti destinatari, rendendo difficile il monitoraggio effettivo dell’utilizzo delle tecnologie avanzate da parte dei player cinesi. Il nuovo schema prevede che le restrizioni si applichino direttamente alle aziende, impedendo così la possibilità di aggirare i divieti spostando i macchinari fra diversi siti produttivi.
La proposta include inoltre la collaborazione con alleati come Giappone, Olanda, Corea del Sud e Taiwan per armonizzare i controlli a livello globale. Se questi accordi non andranno in porto, le restrizioni statunitensi verranno estese anche ai prodotti stranieri che contengono tecnologie americane.
Il MATCH Act introduce anche una soglia del 75%: se la Cina riuscirà a soddisfare almeno il 75% della domanda di un certo tipo di strumento con produzione interna, i divieti potranno essere allentati. L’obiettivo è chiudere le attuali falle che consentono ai rivali di acquisire tecnologia essenziale per l’industria dei semiconduttori.